Quando i sedicenti scrittori sentono le parole “come organizzare un romanzo”, vanno subito in escandescenza e si arrabbiano. Neanche gli avessi detto di mettere la panna nella carbonara o il pecorino con la cioccolata fondente!

L’equilibrio tra visione e metodo narrativo

L’idea che la scrittura scaturisca esclusivamente da un rapido impulso creativo svanisce davanti alla necessità di costruire una struttura capace di reggere il peso di un’intera narrazione.

Molti autori rifiutano il rigore di una pianificazione accurata temendo di soffocare l’ispirazione, eppure l’assenza di una direzione precisa trasforma spesso il manoscritto in un accumulo di eventi slegati che privano il lettore di un senso profondo.

Trattare la stesura come una professione richiede un impegno costante che superi l’umore del momento, poiché la solidità di un’opera risiede nella capacità di coordinare l’estro con una disciplina ferrea. Una visione d’insieme permette di governare i ritmi del racconto e di evitare quelle incertezze strutturali che rendono il testo fragile, garantendo invece che ogni parola contribuisca alla tenuta complessiva dell’edificio narrativo.

Come organizzare un romanzo

Anche noi di PennaRigata, come scrittori, non siamo dei fan della organizzazione maniacale simil project manager, pesò sappiamo anche che avere una visione chiara e d’insieme del testo porta incredibili benefici.

Scrivere è:

  • passione,
  • intuizione,
  • creatività,

ma anche:

  • abnegazione,
  • cultura,
  • metodo.

È un mix di qualità parimenti importanti e credere che si debba scrivere solo quando ci si sente creativi e si è ispirati è la dimostrazione che non si è dei veri autori. Perché scrivere, non ci stancheremo mai di dirlo, è un mestiere.

Un avvocato non si presenta in tribunale solo quando ha voglia. Un medico non va in ospedale nel momento in cui si sente ispirato (forse in Italia, alcuni nella pubblica amministrazione si comportano così…).

Come organizzare un romanzo?

Ognuno ha il suo modo di scrivere con le proprie dinamiche, rituali e tempistiche. E questo va bene, perché crearsi delle routine è utile e aiuta la creatività, oltre a scandire in modo preciso il lavoro.

Allo stesso tempo organizzare un romanzo, in modo approfondito, è più utile di quanto si possa credere. Per esempio, quando facciamo il tutoring di scrittura, la prima cosa che chiediamo all’autore è di raccontarci la storia.

E qui iniziano i primi problemi, infatti la sinossi del testo è quasi sempre una accozzaglia di accadimenti che non hanno un filo comune che li lega. Anche se all’autore sembra tutto molto chiaro e lineare.

Meglio prendersi una settimana per mettere in ordine le idee, prima di scrivere un libro, e magari appuntarsi su un quaderno i vari eventi. Ma non solo, alcuni – i più precisi – creano una linea del tempo sulla quale vengono inseriti i singoli accadimenti.

Quando facciamo l’editing di un romanzo, ci capita spesso che ci sia incongruenza temporale tra le varie scene, momenti che si sovrappongono o che dovrebbero trovarsi prima di altri.

La costruzione di un impianto testuale solido

L’efficacia di un’opera letteraria si manifesta nella precisione con cui ogni elemento viene collocato all’interno di una sequenza temporale priva di contraddizioni e incertezze.

Definire i tratti dei protagonisti attraverso l’osservazione delle loro azioni e dei loro silenzi permette di infondere vita a figure che altrimenti resterebbero semplici funzioni della trama, mentre l’individuazione di un conflitto centrale garantisce la tensione necessaria a sostenere l’interesse per tutta la durata del volume.

Una documentazione accurata e una scaletta ragionata fungono da fondamenta invisibili, proteggendo la scrittura da incongruenze logiche o sovrapposizioni temporali che comprometterebbero l’esperienza del lettore.

Dedicare il tempo necessario alla progettazione prima di avviare la stesura definitiva non limita la libertà espressiva, ma offre gli strumenti per muoversi con sicurezza all’interno della storia e raggiungere una qualità formale elevata.

I limiti della “non organizzazione”

Gli autori più esperti si sono costruiti con il tempo una metodica precisa che li aiuta nella elaborazione della storia e poi nella scrittura del testo. Esistono anche alcuni che, al contrario di tutto, si mettono a scrivere e lasciano andare la fantasia, ma siamo sicuri che non organizzino niente?

Di solito, invece, elaborano l’interno romanzo nella loro mente. Hanno la capacità, rara, di costruirlo pezzo per pezzo, personaggio per personaggio, senza dimenticarsi nulla. A questo punto il 99% dei lettori diranno:

Io faccio così.

E poi si domanderanno, dopo alcuni messi dall’invio dei manoscritti alle agenzie letterarie e alle case editrici del perché non ricevono risposte (positive). La ragione, anche se molto la negheranno fino alla morte, è che il testo era pessimo.

Un buon romanzo trova sempre una strada, magari non in Mondadori, ma ci sono tanti editori medio/piccoli seri che fanno un ottimo lavoro. Se invece non la trova, è perché il testo era pessimo e una delle motivazioni è spesso la mancanza di organizzazione.

Possiamo affermarlo perché leggiamo decine di testi a settimana e la maggior parte, oltre  problemi come:

Su tutti una totale e assoluta confusione dovuta alla mancanza di una progettualità: il romanzo non è nato “organizzato”. 

Come organizzare un romanzo in 4 punti

Precisiamo da subito che non esiste un unico metodo infallibile che ti permetterà di scrivere best seller come Stephen King! Organizzarsi permette di migliorare la qualità di un testo, renderlo più pulito e logico e quindi più godibile per il lettore.

Come organizzare un romanzo in modo pratico? Seguendo dei semplici passaggi che ti permetteranno di strutturarlo nel modo migliore:

  1. Scaletta degli avvenimenti (o linea del tempo), in cui inserirai tutto ciò che accade nella storia – comprese le storie secondarie – dall’inizio fino al finale. Deve esserci una sequenza temporale precisa e puntuale, attenzione poi a eventuali flashback o flashforward. 
  2. I personaggi. Il consiglio è di creare delle schede per ogni personaggio e inserire tutto quanto li possa riguardare, dalle motivazioni al modo d parlare, da come si veste all’aspetto fisico. Il personaggio deve letteralmente prendere vita.
  3. Conflitto narrativo. Senza di esso non c’è stori che abbia il minimo interesse. Quando decidi di scrivere un romanzo o un racconto, domandati subito qual è il conflitto narrativo che la anima e le dà vita.
  4. Studio e raccolta di informazioni. Se stai scrivendo un romanzo storico è essenziale che ti documenti non solo sul periodo, ma anche sulla vita di tutti i giorni, su come e cosa mangiavano, cosa indossavano.

Come organizzare un romanzo dipende da tanti fattori personali, ma in generale tutti i grandi scrittori consigliano di farlo. Con il tempo ognuno dovrebbe trovare un equilibrio tra lo strutturare a tavolino le storie e il lasciarsi andare alla vena creativa.

Per tutte queste ragioni l’editing diventa un passaggio essenziale per migliorare un romanzo, ma non solo, noi di PennaRigata ti aiutiamo a valorizzarlo – tutto in un unico servizio – con la correzione di bozze, l’analisi strategica, la scrittura dei paratesti (es. sinossi) e molto altro ancora.