Pubblicare un libro: guida pratica aggiornata

Se vuoi pubblicare un libro ti consiglio, almeno per un attimo, di fermarti e prendere un lunghissimo respiro, perché l’editoria italiana è marcia quasi quanto la Danimarca. Ci sono poche isole ancora integre, ma non le troverai inviando a caso il tuo manoscritto a chiunque né spendendo 600 euro per una scheda di valutazione di 4 paginette.

Cosa muoversi nel deserto dell’editoria

Anche la strategia di rompere le scatole sui social a scrittori affermati non funziona perché loro scrivono, non fanno alcun genere di rappresentanza (che ha un costo). Non è più l’editoria di un tempo in cui potevi spedire il tuo romanzo (in formato cartaceo) e ricevere una risposta entro pochi mesi.

I tempi, e gli strumenti, sono cambiati spingendo le case editrici a creare dei filtri per evitare di intasare il loro ufficio scouting, dimenticavo: le case editrici non fanno più scouting (noi sì)! Che significa?

Qualcun altro lo fa per loro, hanno voluto esternalizzare dei costi perdendo il controllo del mercato del libro trovandosi la testa infilata in una ghigliottina dove a tenere la corda sono agenzie letterarie e quei tizi che fanno valutazioni editoriali (non so neanche come chiamarli).

Tu cosa c’entri?

Più di quanto credi, perché inviare un testo a un grande editore offre all’incirca le stesse possibilità di vincere alla lotteria poiché le CE non hanno più personale per cercare nuovi talenti. È un’esternalizzazione dei costi valida nel breve periodo, ma nel lungo si sta dimostrando un disastro.

Gli editori non sanno più come va il mercato e tendono a seguire le indicazioni di altri soggetti che, a loro volta, non investono proprio nelle “ricerche di mercato” ma orientano il loro business grazie a dei:

  • “sentito dire”,
  • “penso che…”,
  • “ma forse…”
  • …e una infinita serie di ipotesi che non hanno la minima correlazione con veri e propri studi di marketing.

A un autore rimane solo la possibilità di contattare le agenzie (e simili), che promettono una scheda “utilissima” (notare l’ironia) alla modica cifra di qualche centinaio di euro.

Se poi si controlla bene sui siti di questi soggetti, è facile scovare due righe striminzite, in cui dicono:

per il momento” non accettiamo autori.

Fanno le schede, che sembrano propedeutiche per una rappresentanza, però poi dicono che non rappresentano! È un chiaro conflitto di interesse – per dirla senza beccarmi delle denunce -, cosa ti resta da fare? A mio avviso è meglio cercare un editore (di solito quelli che leggono i romanzi sono medio/piccoli) e costruirsi una carriera, piuttosto che fantasticare!

La strada è complessa, snervante e molto lunga.

Ecco il cortocircuito!

I grandi editori non sono raggiungibili, le agenzie mostrano sui loro siti una serie di loro autori che hanno pubblicato con i grandi editori e propongono delle schede di valutazione.

Scrivendo sui motori di ricerca “pubblicare un libro” compaiono decine di sponsorizzazioni da parte di editori (chiamiamoli così), che promettono di portare il tuo strepitoso romanzo in tutte le librerie d’Italia, ma che dico del Mondo.

Speranzoso, vai sul loro sito web dove ci sono format da compilare, email a cui spedirlo e bandi di concorso neanche fosse la Pubblica Amministrazione. Tante, molte, troppe occasioni che non puoi assolutamente lasciarti scappare. 

Voler pubblicare il proprio testo è giusto e sano, in fondo hai investito tantissime ore davanti al pc a digitare lettere (a volte senza troppa cognizione di causa, ma vabbè…), per raccontare una storia che ti è a cuore.

Ora lo hai finito e vorresti diventare un autore (ti consiglio di leggere l’articolo su quanto guadagna uno scrittore), ma il web è una mare gigantesco di informazioni e siti tanto che non sai in che direzione andare.

Vuoi pubblicare un libro? Ci pensiamo noi, no EAP

Una delle cose che si legge più spesso sui siti di questi “editori”, è l’acronimo No EAP, ossia No editoria a pagamento! Poi però le cose non sono come avevi creduto, ma andiamo per gradi.

La EAP è un nonsense, perché se è a pagamento, come può essere editoria? Infatti si tratta di stamperie, non di editori. Tornando alla tua ricerca per pubblicare il romanzo, ti scontri con realtà che dicono di non essere EAP mentre poi, in fase contrattuale, iniziano a chiedere:

  • l’acquisto di X copie,
  • un aiuto economico ma solo per fare pubblicità al tuo capolavoro,
  • di fare settoridicimila presentazioni per vendere qualche copia,
  • oppure ti esortano a piazzarle ad amici, parenti, vicini e pure al gatto (ma lui è furbo e non lo compra).

Prima di arrivare a questo, però, sulle loro homepage troverai frasi di incoraggiamento come:

  • molti autori decidono di pubblicare con noi perché stanchi delle solite meccaniche editoriali (che non conoscono),
  • il self publishing è un’occasione per essere padroni del proprio destino (questa l’hanno presa da una nota marca di cioccolatini),
  • mandaci il testo e in meno di una settimana avrai una risposta (veloci, in una settimana non si fa in tempo neanche ad aprire il file, in una redazione seria),
  • fai avverare il tuo sogno (Mister Sandman give me a dream…),
  • vuoi vedere il tuo manoscritto trasformato in un vero e proprio libro? 
  • se vuoi pubblicare, ti trovi nella pagine più importanti che leggerai (neanche fosse Scientology),
  • oltre al manoscritto è gradita, ma non è essenziale, la sinossi (dico, scherzano?!),
  • leggiamo tutti, ma proprio tutti i generi (quando si dice sparare alla ca..o),
  • gli autori scelti per la pubblicazione riceveranno una proposta editoriale, che potrebbe prevedere una coproduzione (è un po’ come andare al supermercato e mungersi la mucca da soli per il latte),
  • Facciamo il nostro lavoro con passione (davvero, pensavo lavorassero a casaccio).
  • Il nostro rapporto con gli autori è limpido e alla pari, infatti le collaborazioni durano a lungo e talvolta diventano sincere amicizie (sembra uno spot per un sito d’incontri).

Potremmo continuare per ore. Purtroppo, se vuoi pubblicare un libro, questa è la realtà, ci sono editori seri (piccoli o grandi che siano), e poi una pletora di altri che spingono le persone a spendere per realizzare il loro sogno.

Come muoversi nel caos editoriale

Chi vuole pubblicare un libro oggi si trova davanti a un mercato saturo e pieno di trappole. La vera editoria seleziona, investe e sostiene gli autori migliori (quasi mai, a dire il vero…). La finta editoria, invece, chiede soldi in cambio di copie, presentazioni forzate o pubblicità inefficace.

Prima di scegliere a chi affidare il proprio romanzo è fondamentale informarsi, confrontare le condizioni contrattuali e valutare se chi si propone è un editore serio o uno stampatore travestito da professionista. Evitare le scorciatoie è il primo passo per costruire una carriera da scrittore vera nel mondo dei libri.

Ci arrivano molti autori che, anziché provare a capire se il loro testo ha del potenziale o se ha bisogno di un editing (il 99,99% dei manoscritti ne ha bisogno), cercano informazioni, o addirittura un aiutino, per pubblicare.

Non è un modo sano di approcciarsi, chi fa così, il più delle volte, scrive robaccia piena di problemi di trama, struttura e spesso anche di grammatica e ortografia. Un pizzico di umiltà sarebbe utile…

Pubblicare un libro senza pagare nessuno

Pubblicare un libro richiede metodo, non scorciatoie. Un editore serio seleziona, investe e accompagna i testi migliori, non chiede denaro per:

  • copie,
  • presentazioni
  • o sponsorizzazioni.

Prima di inviare il manoscritto verifica:

  1. catalogo,
  2. linea editoriale,
  3. tempi di risposta,
  4. diritti e clausole sulla resa.

Prepara una:

  • sinossi chiara,
  • email essenziale di presentazione,
  • biografia professionale,
  • indicazioni di target e collocazione di mercato.

Evita agenzie e “valutazioni” che promettono accesso ai grandi nomi senza reale rappresentanza. Le agenzie letterarie serie non fanno promesse. Punta su editori medio/piccoli che leggono narrativa di genere affine al tuo romanzo e accetta che servano mesi.

Nel frattempo lavora sul testo con editing vero, rafforza incipit, coerenza tra titolo, sinossi e contenuto, rispetta gli standard di lunghezza del genere. Diffida di chi propone coproduzioni, acquisti copie o contributi per la “promozione”. Quello non è un editore. È una stamperia travestita da salvatore. La carriera nasce da qualità, pazienza, continuità di invii mirati e relazioni costruite sul lavoro. Tutto il resto brucia tempo e soldi.

Per farti un’idea reale sul valore del tuo romanzo puoi usufruire del nostro servizio di lettura manoscritti. ti diremo se il testo è pronto (1% dei casi), da riscrivere (60%) o da editare (39%).

Come destreggiarsi per pubblicare un libro

Voler pubblicare un libro, come detto, è giusto. Però prima ci sono cose che dovresti capire. 

vuoi pubblicare un romanzoScrivere è un mestiere, il fatto che tu sia stato in grado elaborare una storia di 200 pagine non è una condizione sufficiente. Come non lo è il leggere tanto (anche se aiuta) o i complimenti di familiari e amici.

Prima di capire come fare per pubblicare il tuo testo, forse dovresti farlo valutare da chi lavora in questo settore da anni e che ha studiato la materia. In Italia sembra quasi che scrivere romanzi sia una cosa che tutti possono e sanno fare: ma non è così.

Si commettono una serie di errori senza rendersene conto, quando noi facciamo l’editing di un romanzo mostriamo all’autore tutta una serie di pecche, spesso anche importanti, che rovinano il testo rendendolo amatoriale.

Farlo diventare professionale è possibile attraverso un lavoro sia sul testo, ma anche sul proprio modo di vedere la scrittura. Cambiare mentalità e iniziare a studiare, che siano corsi di scrittura creativa (che non amiamo molto), manuali o ancora meglio attraverso l’editing.

Un altro strumento che permette di crescere come scrittori è senza dubbio il Tutoring in cui scriverai il romanzo sotto la supervisione di un editor. Insieme si trova la giusta strada per raccontare la tua storia.

Tempi, logiche e fortuna

Se vuoi pubblicare un libro devi sapere che il percorso è lungo e logorante, ma anche legato al caso. Puoi scrivere bene, avere un testo pronto, conoscere le dinamiche del settore e comunque scontrarti con la realtà di un mercato saturo.

Non è solo questione di bravura, serve tempismo, contatti e il famoso colpo di fortuna che permette al manoscritto giusto di finire sulla scrivania giusta e nel momento giusto. Chi promette tempi rapidi o risultati garantiti mente.

Gli editori seri leggono poco, valutano meno, e il resto è selezione naturale in cui tecnica, qualità e caso si mescolano. Per questo serve pazienza, ma anche consapevolezza che non tutto dipende da te. Non deve essere una scusa per dire che gli altri non capiscono il tuo talento…

Perché la Rowling…

Probabilmente lei non è stata scartata da decine di case editrici (a dimostrazione che sono tutti impreparati), lei aveva un’agente che l’ha aiutata e portata dai giusti contatti che l’hanno scelta. La storia della mammina sfortunata e povera che scriveva nei bar di Edimburgo è, a grandi linea, poco solida.

E poi è arrivata l’intelligenza artificiale (IA)

Per quanto molti vogliono far finta che non esiste, l’IA c’è e sta cambiando il volto del Pianeta. Alcuni settori sono già stati travolti e specifiche mansioni sono state rimpiazzate mandando a spasso una marea di persone, perfino in Italia.

La Rivoluzione Industriale – tra il XVIII e il XIX secolo – ha plasmato e stravolto il tessuto economico del globo. L’IA ne porterà un’altra, forse ancora più violenta, visto che adesso la popolazione mondiale è aumentata di circa 7-8 volte.

In editoria si discute molto sullo scrivere romanzi con l’uso delle IA, se sia giusto oppure no, se si debba mettere un bollino sui testi scritti da persone (no AI) o chissà cos’altro. Però, le intelligenze artificiali generative, vengono usate dagli editori e dalle agenzie per fare da filtro ai romanzi che arrivano in redazione.

Per quanto ho visto finora, non sono AI programmate nel modo migliore, fanno da filtro ma sembra più che sia fatto con casualità senza averle addestrate a dovere. Per chi vuole pubblicare è fondamentale saperlo, ci sono alcuni elementi che si possono controllare.

Caratteristiche che un romanzo di genere deve avere per essere scelto da una IA di una casa editrice italiana:

  • Struttura solida e lineare, con una trama che segue uno sviluppo comprensibile dall’inizio alla fine (gli algoritmi faticano con i testi disordinati o troppo sperimentali).
  • Riconoscibilità del genere, il romanzo deve rispettare le regole base del romance, thriller, fantasy o altro. Se la IA non identifica subito il genere, il testo viene scartato.
  • Sintassi chiara e pulita, le frasi devono essere comprensibili al primo colpo, senza periodi contorti o costruzioni da romanzo d’autore fallito.
  • Lessico coerente, vocaboli e toni devono essere adatti al genere scelto, senza sbalzi stilistici o inserti forzati.
  • Personaggi con ruoli definiti, il protagonista, gli alleati, gli antagonisti devono essere riconoscibili. Le IA valutano la coerenza dei ruoli narrativi.
  • Uso corretto delle keywords interne, in un romance devono emergere termini legati a relazioni, emozioni, conflitti sentimentali; in un thriller devono comparire azione, tensione, mistero.
  • Assenza di errori formali evidenti, refusi, problemi grammaticali o incongruenze narrative abbassano il punteggio algoritmico e fanno finire il testo tra gli scartati.
  • Inizio efficace nelle prime 10 pagine, le IA sono addestrate a riconoscere incipit con mordente, che presentano subito ambientazione, protagonista e conflitto principale.
  • Coerenza tra titolo, sinossi e contenuto, se i metadati non corrispondono al testo, l’algoritmo penalizza il romanzo.
  • Lunghezza conforme agli standard editoriali, testi troppo brevi o eccessivamente lunghi vengono scartati a monte dal sistema.

Non vuol dire scrivere le IA, ma se vuoi pubblicare a tutti i costi, forse è il caso che modifichi alcuni elementi del tuo testo. Non sono a favore di questo metodo, si dovrebbe scrivere ciò che si desidera e come lo si vuole, ma si dovrebbe ricordare che scrivere è comunicare, quindi conta anche chi dovrebbe ricevere il messaggio.

Vuoi pubblicare un libro? 

Non esiste un unico metodo o un decalogo infallibile, parti dall’idea che in Italia ci sono più finti scrittori che lettori, quindi siamo di fronte a un mercato saturo.

  1. Leggi tanto e di tutto,
  2. fai degli esercizi di scrittura,
  3. scrivi ogni giorno,
  4. pianifica la stesura del tuo romanzo (e questo è ovvio),
  5. fallo leggere a persone esperte (beta reader o editor),
  6. anche se sembreremo di parte questo è il punto più importante: fatti editare,
  7. scrivi una sinossi e una email di presentazione sintetiche,
  8. cerca case editrici che pubblichino romanzi dello stesso genere del tuo,
  9. aspetta, tanto, troppo…
  10. Ripeti.

Di solito ci vogliono almeno 4-6 mesi prima di avere una risposta da un editore. Purtroppo non tutti hanno la buona educazione di rispondere in caso di esito negativo.

Se un “editore” accetta il tuo manoscritto dopo poche settimane, dice che c’è bisogno al massimo di un editing leggero e che sarebbe utile – per abbattere i costi – che tu acquistassi qualche copia, allora non è un editore.

Non ti vuole pubblicare perché il tuo testo è buono, probabilmente neanche lo ha letto, ma solo perché vuole speculare sui tuoi sogni! Evita di farti abbindolare, metti da parte l’ego e accetta il fatto che non crede in te (spesso a ragione).

Se tutti gli editori seri (grandi e piccoli), non vogliono il tuo romanzo, forse il motivo non è da ricercarsi nelle meccaniche dell’editoria, ma nella qualità di ciò che scrivi. 

Percorso operativo – completo – per pubblicare un libro oggi

Per pubblicare un libro prepara:

  • un manoscritto rifinito con editing professionale
  • e sinossi coerente,
  • definisci genere, target e standard di lunghezza,
  • imposta una lista di editori compatibili con il tuo testo
  • e invia soltanto a chi pubblica narrativa affine.
  • Cura un incipit forte nelle prime dieci pagine.
  • Escludi realtà che chiedono contributi, acquisti copie o “coproduzioni”,
  • verifica contratto,
  • diritti,
  • anticipo e percentuali.

Pianifica invii scaglionati, monitora risposte, attiva beta reader competenti o tutoring per colmare lacune su trama, stile e struttura. Considera i filtri algoritmici interni alle redazioni e punta su chiarezza sintattica, riconoscibilità del genere, ruoli narrativi definiti.

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