Spesso gli autori, dalle agenzie letterarie, ricevono silenzi, promesse vaghe o preventivi altissimi per una scheda che non garantisce nulla. Prima di scegliere, verifica se l’agenzia ha autori pubblicati con editori riconoscibili, se collabora davvero con il mercato, e se evita promesse di pubblicazione immediata.

Alcune agenzie hanno un approccio più “umano”, che non significa meno professionale, come Sirianni e Oblique. Agenzie come queste tendono una mano all’autore provando a essere un punto di contatto con le case editrici. 

Come le agenzie letterarie potrebbero risponderti

Ecco alcuni esempi di come le agenzie letterarie rispondono agli autori che hanno la sola colpa di voler pubblicare (giustamente) un loro romanzo:

  1. anziché scrivere dovresti fare la casalinga,
  2. ti immagino che picchi forte sulla tastiera,
  3. bel libro, scritto bene ma non so a chi darlo,
  4. Sembra un testo interessante, la mia collaboratrice ti invierà i documenti con il preventivo di spesa ( per la sempreverde scheda di valutazione),
  5. in questo momento non prendiamo autori (fatemi capire: lavorate così tanto da non prendere in considerazione nessun’altro?),
  6. non ci interessa.

La numero 1. è stata inviata come risposta a un’autrice che ho editato e che è arrivata terza al Premio Arcimago 2023.

Domandare è lecito, rispondere è cortesia (o professionalità?)

Si può inviare un romanzo meraviglioso o uno bruttissimo e l’agente letterario può dare qualsiasi risposta purché sia educata e rispettosa. Nella maggior parte dei casi il testo non è adatto per quel tipo di agenzia per una serie di ragioni più o meno logiche.

Però sono gli autori che fanno girare il sistema editoriale, non di certo le agenzie il cui unico fine è di mettere in contatto gli autori con editori. Se scomparissero? L’editoria italiana sarebbe più rapida e con meno sprechi di denaro che, simili a profonde ferite, la stanno dissanguando.

Le agenzie letterarie italiane non fanno vero scouting (visto che si fanno pagare dagli stessi autori). I loro introiti potrebbero essere usati per pagare di più gli autori (scopri quanto guadagna uno scrittore), gli editori che avrebbero più fondi per fare comunicazione e pubblicità.

La numero 4. non è una parte del testo, ma è la email completa di maiuscole e punteggiatura (assenti). 

Criteri reali per capire se un’agenzia è seria

Un’agenzia funziona solo se lavora sul campo. Dovrebbe avere rapporti attivi con editori, capacità di scouting, presenza nei cataloghi e negli eventi editoriali. I veri segnali sono: risponde in tempi accettabili, offre lettura interna gratuita, valuta il testo prima di parlare di soldi.

Non ha bisogno di promettere pubblicazioni, non delega tutto al sito e non nasconde i nomi. Esistono agenzie serie che leggono davvero, altre che si limitano a vendere schede. La differenza si vede dalla trasparenza, dai risultati e dal modo in cui parlano con chi scrive.

Una linea guida di base

Scegliere tra le molte (direi troppe), agenzie letterarie è diventato molto difficile anche per gli addetti ai lavori. Ci sono realtà sane che offrono servizi di qualità, purtroppo però ne sono comparse altre che hanno il solo scopo di lucro.

Sia ben chiaro, ogni agente lavora per guadagnare e non per la gloria (almeno non solo). Però chi sceglie questo mestiere, a nostro parere personale, dovrebbe avere un qualcosa in più che potremmo definire semplicemente come passione.

Scrivere è arte, e mercificarla la squalifica creando una serie di storture. Si tenderà a scrivere testi facili che abbiano molte possibilità di vendita, si farà editing del romanzo sempre più standardizzato andando a creare libri tutti uguali.

A questo aggiungiamo il fatto che non si insegna più a scrivere, ma si preferiscono autori già pronti. Un tempo erano i grandi (non tanto in senso dimensionale) editori a fare da mecenati. Per un breve lasso di tempo lo sono stati gli agenti che, a oggi, hanno smesso di cercare talenti e sono più focalizzati a trovare merce da vendere.

Le principali Agenzie Letterarie

Quella di seguito è solo una lista sommaria delle più note  (e non). Non sono inserite per merito e da parte nostra, almeno in questo articolo, non daremo alcun giudizio di valore. Per esperienza diretta e indiretta (degli autori che abbiamo editato), un agente può essere per qualcuno ottimo, per un altro pessimo.

Potete indicarci altre agenzie nei commenti oppure alla nostra email: info@pennarigata.it

Peggio dei funghi e delle muffe

Negli ultimi dieci anni le agenzie letterarie, in Italia e nel Mondo, sono proliferate come i funghi nella borsa della palestra che non svuoti da due settimane!

Perché è accaduto?

Molti nel settore editoriale ti potrebbero dare una sequela di pseudo-risposte preconfezionate sull’importanza di essere rappresentati che, di per sé, non è sbagliato. Il problema è trovare agenzie capaci!

Il meccanismo che si è generato è dovuto a un problema grave: si legge sempre meno. Quindi i ricavi delle Case Editrici (CE), si sono assottigliati. E il manuale del buon imprenditore dice che se diminuiscono i ricavi stessa cosa deve accadere con i costi, così da mantenere l’utile invariato.

Bella stupidaggine.

Questa è economia da fine ‘800 che non andrebbe bene neanche per un banco del pesce al mercato. Si evince come alcune (non tutte) CE, abbiamo preso la decisione di abbattere i costi e, il modo più rapido per farlo senza modificare la propria struttura aziendale, è scaricarli sugli anelli deboli della catena del valore.

Le agenzie erano l’anello debole, o forse no…

In Italia esistevano alcune agenzie che hanno subìto la pressione delle CE. Queste ultime, per minimizzare i costi, hanno “comunicato” delle nuove linee guida sulla valutazione dei romanzi, dicendo che questi dovevano essere di qualità superiore (in pratica già editati).

Le case editrici hanno smesso di fare scouting, diminuendo i costi del personale, che sono ricaduti sulle Agenzie che, a loro volta, li hanno scaricati sull’ultima ruota del carro: lo scrittore, tu!

Questa breve disanima non è esaustiva, ma serve per farti aprire gli occhi sul mondo editoriale che, seppure affascinante, ha i suoi spazi d’ombra dove è meglio non aggirarsi.

Esistono ormai centinaia di Agenzie Letterarie, grandi e piccole, che operano nel mercato italiano. Alcune sono serie, poche secondo noi. A nostro avviso ci si dovrebbe confrontare solo con chi non chiede soldi per leggere un romanzo, anche se più avanti vedremo meglio questo punto controverso.

Cosa sono le Agenzie Letterarie

Dare una definizione univoca è tanto difficile quanto inutile: sono comunque delle società (quindi a scopo di lucro), che offrono agli autori una serie di servizi. Il principale è quello di rappresentanza in cui, l’agente, con in mano il tuo libro, cerca di venderlo a qualche casa editrice.

Autrice in libreria osserva una parete piena di appunti ed esperienze editoriali

Già qui c’è una nota dolente: il 99% chiede soldi o per leggerlo o per editarlo (che in realtà è una scusa per guadagnare). In generale usano, come detto alcune non tutte, la scusa della rappresentanza editoriale per vendere servizi.

Noi stessi vendiamo il  servizio di editing, ma siamo un’agenzia editoriale, non letteraria e quindi siamo chiari e diretti su cosa facciamo. Invece alcune AL abbordano poveri sprovveduti nel mare dell’editoria con la scusa del “potenziale” ma che, però, è inespresso e per pubblicare è essenziale un editing ad hoc.

I passaggi però sono molti, prima di arrivare alla rappresentanza di un testo:

  1. Lettura del libro, o della sinossi.
  2. Valutazione.
  3. Altri servizi aggiuntivi (es. editing, correzione bozze).
  4. Contratto tra l’autore e l’agenzia.
  5. Ricerca di una CE.

In linea di massima questo è l’iter che dovrai seguire per usufruire dei servizi di una Agenzia Letteraria. Vediamo i singoli passaggi.

1.  Lettura del libro o della sinossi

La sinossi è un riassunto rapido e incisivo del manoscritto. Di solito non dovrebbe superare la pagina (per romanzi più corposi può essere poco più lunga). 

In essa si racconta, dall’inizio alla fine, la trama, finale compreso. Deve dare al lettore l’idea precisa del tipo di romanzo, di come si sviluppa,  lo deve catturare e incuriosire.  La sinossi è uno strumento di marketing (suona male, ma è così).

Le Agenzie Letterarie chiedono quasi sempre prima la sinossi, se il testo è potenzialmente di loro gradimento anche il romanzo (oppure richiedono che vengano inviati entrambi nella medesima email). Sta di fatto che la sinossi è il primo elemento valutato, per cui è essenziale scriverla bene, in modo corretto evitando ogni singolo refuso ed errori di altra natura.

La maggior parte delle Agenzie richiedono un corrispettivo per la lettura (vogliono essere pagati in base al numero di cartelle del manoscritto). Di solito, per un romanzo di circa 250 cartelle la cifra è tra i 200 e i 400 euro, ma può variare terribilmente.

A questo punto dobbiamo fare un’ennesima suddivisione:

  1. Agenzie che fanno una scheda di valutazione.
  2. Agenzie che si fanno pagare per un sì/no.

Le prime offrono un servizio, più che altro lo impongono perché se vuoi avere una possibilità di entrare nella loro scuderia devi prima pagare per essere letto. Il dubbio è: io scrivo, e io pago? Qualcosa stona.

Imprenditoria di base

In economia si chiama “rischio imprenditoriale”. Il tuo è aver investito tanto tempo nella stesura del romanzo. Quello delle agenzie? Investire del tempo nella lettura del tuo romanzo. Sta di fatto che, se paghi per essere letto, il loro rischio d’impresa ricade su di te. E se non sei convinto leggi l’articolo su Quanto guadagna uno scrittore, così capirai perché preferiscono chiederti subito soldi piuttosto che guadagnare con le royalty. 

Facile fare l’imprenditore in questo modo, cosa rischi? Noi di PennaRigata, che non siamo una agenzia letteraria, offriamo un servizio di lettura manoscritti .

Non facciamo schede, diciamo solo cosa pensiamo del testo:

  1. Il testo è pronto o ha bisogno solo di una correzione di bozze (raro), di solito si tratta di romanzi buoni ma con alcune piccole criticità da risolvere.
  2. Da cestinare. Sì, siamo cattivi ma meglio non illudere nessuno.
  3. Serve un editing.

In ogni caso indichiamo i punti di debolezza, strutturali e letterari per aiutare l’autore a capire se il suo romanzo merita una possibilità editoriale oppure non è ancora pronto. 

Per chi lavora da 20 anni nell’editoria, 25 pagine sono più che sufficienti. Spesso basterebbero poche righe, ma preferiamo avere fiducia e andare avanti anche per i testi che da subito non ci convincono. Non è il miglior modello di business al mondo, ma a noi piace così.

2.  La Valutazione

Diciamo che la discriminante vera è la scheda di valutazione. Ne ho lette alcune, di differenti agenzie, e sono quasi tutte abbastanza striminzite, qualche riga che evidenzia punti di forza/debolezza e quasi sempre il consiglio di farsi editare per avere maggiori chance di pubblicazione.

Ecco il meccanismo: tu chiedi un servizio (la rappresentanza) e loro te ne offrono un altro (l’editing). Mi sembra che il famoso “rischio imprenditoriale”, che dovrebbe gravare sull’Agenzia, viene scaricato su di te e addirittura trasformato in una opportunità di marketing (sempre per loro).

In rarissimi casi l’agenzia offre una scheda valida, ben strutturata che permette all’autore di crescere, e non è detto che spingano poi per altri servizi oltre alla rappresentanza. 

Abbiamo letto molte schede di valutazione fatte dalle varie agenzie, qualcosa di utile c’è quasi sempre, ma a nostro parere il costo è spesso eccessivo. Ci rendiamo conto del tempo necessario che comporta leggere un testo di 300 pagine e fare la scheda, ma il problema è il beneficio che viene dato al cliente: minimo, non commisurato all’esborso.

3.  Altri servizi aggiuntivi delle “agenzie letterarie”

Una volta che ti hanno preso all’amo, difficilmente le Agenzie (quelle non serie), ti lasceranno andare. Le più truffaldine, senza neanche leggere quanto hai scritto, ti invieranno una scheda di valutazione farcita di banalità prese da qualche manuale di scrittura creativa per poi dirti che ci sono potenzialità, ma il testo necessita di un lavoro ulteriore.

Ed ecco che arriva la mazzata: editing da svariate migliaia di euro. Se il lavoro è fatto bene, determinate cifre avrebbero pure un senso, ma come ci si può fidare di una Agenzia Letteraria che per fare cassa si è messa a editare.

Perché il punto sta tutto qui: a ognuno il suo mestiere. Mischiare lavoro di agenzia ed editing è un modo di fare che trovo molto pericoloso e pieno di conflitti di interesse. Un editor di romanzi deve editare, un agenzia rappresentare. 

Se fai entrambe le cose vinci sempre, non rischi mai, mi spiego meglio.

In un Mondo perfetto: un autore invia un romanzo a una agenzia letteraria per essere rappresentato. Un’agenzia seria lo legge e lo valuta a proprie spese (sì, perché è un’azienda), se trova il manoscritto valido o l’autore promettente decide di investire su di lui proponendo un contratto di agenzia. Cerca una CE editrice adatta a quel tipo di libro e guadagna in percentuale alle vendite (e all’anticipo). 

Come funziona davvero il rapporto con le agenzie letterarie

Come funziona davvero: un autore invia un romanzo a una agenzia letteraria per essere rappresentato. L’agenzia lo legge e per ammortizzare i costi di gestione invia una scheda (a pagamento) oppure una semplice email nella quale indica che il testo necessita di un editing. L’autore paga per il servizio, l’agenzia guadagna. Sempre e comunque. Se poi il manoscritto è valido lo propone alle CE.

Nel primo caso l’autore rischia, investendo tempo e fatica per scrivere. L’Agenzia rischia sull’autore.

Nel secondo caso rischia solo l’autore.

Per cui, come ci si può fidare di una azienda che si comporta in tale modo, che si vende come Agente ma in realtà è solo un metodo per farsi conoscere e creare aspettative solo per vendere servizi molto costosi che potrebbero anche non servirti?

Poco tempo fa ho contattato una “Agenzia”, così c’era scritto sul loro sito e sulla pubblicità che facevano su Facebook, per capire se fossero interessati a rappresentarmi (considerando il fatto che sono già autore per una nota CE), lo scambio di email con il titolare fu qualcosa di delirante – i fondatori di tale Agenzia sono scrittori, ma si sa “pecunia non olet“.

Riassumendo, mi dissero che non facevano il servizio di rappresentanza, ma allora che agenzia sono!? 

Definirsi agenzia è solo un modo truffaldino per farsi notare, per spingere gli autori a contattarli per poi proporre altri servizi. Diffidate di questi soggetti, il loro scopo è “solo” guadagnare.

4.  Contratto tra autore e agenzia

Se arrivi fin qui, che sia perché hai pagato la scheda, l’editing o altro ormai poco importa. Ti consiglio a questo punto di spendere qualche centinaio di euro per una consulenza legale e capire se è un accordo valido, e cosa cambiare.

Se all’interno del contratto ci sono obblighi, clausole che ti spingono a dover usufruire dei loro servizi aggiuntivi a un costo, forse è il caso pensarci su prima di firmare.

5. La ricerca di una CE

Se alla fine hai firmato, è il momento che il tuo agente si muova. Fatti mandare tutte le email che invia alle CE, insieme a lui pianifica una strategia, è il suo lavoro ma riguarda te e lo stai pagando (di solito con una percentuale che può variare dal 10 al 15% dei tuoi guadagni).

Sii rompiscatole, ma sempre educato. Proponi CE nelle quali ti piacerebbe entrare perché hanno romanzi simili a quelli che scrivi tu, è inutile inviare alla Urania un romanzo di formazione!

Vantaggi nell’avere un agente

Di sicuro, dopo questo articolo ti sarà venuto almeno qualche dubbio sull’utilità o meno di far parte di una agenzia. E ne sono contento. Il settore editoriale ha molti problemi, ma all’interno ci sono ancora persone serie che lavorano con passione (ed è giusto che guadagnino, ci mancherebbe).

Se quindi hai la fortuna di incontrare queste “pecore nere“, puoi trarre vantaggio da un rapporto di rappresentanza.

Vediamo i servizi che sono (o dovrebbero) essere parte del contratto con un agente:

  1. Lui cerca le CE, conosce il settore, ha contatti e conoscenze ai quali tu non potresti mai arrivare.
  2. Sa gestire le trattative, spesso permettendoti di ottenere contratti più vantaggiosi.
  3. Gestisce la parte burocratica (pagamenti, royalties, liberatorie, rapporti con editori esteri ecc).
  4. Ti dà supporto nella stesura del romanzo leggendolo mentre lo scrivi e dandoti consigli.
  5. Si sorbisce le tue paranoie (avere una valvola di sfogo quando si aspettano mesi per una risposta è utilissimo).
  6. In generale, conoscendo il mercato e la scrittura, ti può insegnare molto – se sei abbastanza furbo da imparare.

Per tutto questo chiedono una percentuale sui tuoi guadagni (se supera il 20% c’è qualcosa che non va). Quindi se vendi 10.000 copie, sulle quali guadagni diciamo l’8% – su 10 euro di prezzo di copertina – il tuo ritorno sarà di 8000 euro.

L’agenzia percepirà la sua percentuale sui tuoi 8.000 euro.

Se tutto andasse così, senza intoppi e con tali risultati di vendita, la scelta di una Agenzia Letteraria sarebbe stata vincente.

Svantaggi nell’avere un agente

Come detto se le cose funzionano un agente è davvero un ottimo aiuto, non solo per proporre il tuo romanzo ma anche per alleggerirti da pesanti incombenze burocratiche.

Purtroppo alcuni di questi sono personaggi davvero poco professionali, arroganti e convinti che ti stiano facendo un favore, quando invece sei TU a pagarli.

Per evitare sorprese fai mettere nel contratto – sempre – una clausola per rescinderlo (di solito si deve inviare una raccomanda con ricevuta di ritorno) che ha solitamente effetto da a “n” mesi dalla ricezione della stessa.

Alcuni svantaggi:

  • Prendono una percentuale dei tuoi guadagni, quindi sono un costo che nei casi peggiori può essere anche del 20% (la media è il 15%).
  • Sono sfuggenti e questo crea problemi per tutte quelle incombenze che per te sono urgenti.
  • Per lui/lei sei solo uno dei tanti.
  • Se sono in un periodo di recessione, i furbetti, ti propongono altri servizi sostenendo che non riescono a vendere il tuo romanzo perché va migliorato/editato/corretto.
  • Potrebbero farti pressioni su cosa scrivere, seguendo il mercato più che le tue attitudini. 
  • In casi estremi capita, dato che è consuetudine (ma non un obbligo) che la CE paghi loro, e che poi diano all’autore i proventi delle vendite con mesi di ritardo.

Agenzie letterarie: costi e ricavi…

La realtà è complessa. Nella mia personale esperienza la maggior parte delle Agenzie sono ormai focalizzate in modo maniacale solo sul guadagno, a scapito dell’autore mettendo in atto comportamenti scorretti.

Ci sta che debbano avere un’occhio ai costi e ai ricavi, e che offrano differenti servizi, ma farsi pagare solo per leggere un romanzo e dire sì o no, o proponendo un editing come porta d’ingresso per venir poi rappresentati non è un modo corretto di porsi.

Se hai iniziato a scrivere e vuoi pubblicare non ti dimenticare che le case editrici, come vedremo in altri articoli, hanno 3 canali per scovare i nuovi talenti:

  1. Le agenzie (o gli amici degli amici).
  2. L’invio spontaneo.
  3. Il Self publishing.

Quest’ultimo ha delle criticità importanti ma, oltre a dare anche soddisfazioni economiche, ti permette di farti vedere. E se riesci a fare buone vendite, è un buon biglietto da visita sia che tu voglia andare da una CE o passare prima per le Agenzie Letterarie.

Come scegliere tra le varie agenzie letterarie?

Con molta attenzione. Se chiedono soldi solo per leggere un tuo lavoro, eliminala. Se chiede tanti soldi per una scheda di valutazione, eliminala.

Controlla sul sito gli autori che hanno e le CE a cui appartengono per capire:

  1. Il livello dell’agenzia.
  2. Se hanno contatti in linea con il tuo libro.

Se hanno pochi autori o piccole realtà editoriali, e sei alle prime armi, potrebbero essere una alternativa valida. Troppi hanno la convinzione di essere dei geni, di aver scritto il prossimo best seller: non è mai così. Quella di scrittore è una carriera vera e propria, non puoi giocare in Serie A senza aver fatto la gavetta (le serie inferiori o le giovanili).

Se poi si decide di voler investire allora è giusto contattare le grandi Agenzie Letterarie e accollarsi dei costi ingenti anche se difficilmente servirà a qualcosa.

Lo posso affermare perché ho visto alcuni autori investire con le grandi agenzie senza ottenere nulla e, poi, ricevere contratti da case editrici serie (non attraverso le agenzie, sia chiaro). Pubblicare è difficile, anche se hai tra le mani un ottimo testo, e da una parte potrebbe essere anche un bene perché si evita che libri pessimi vedano la luce (non sempre).

Lo scopo delle agenzie dovrebbe essere di fare da filtro e permettere solo ai testi di qualità, e che hanno mercato, di arrivare nei pc degli editor in CE. Ma agli editori non converrebbe formare e pagare una persona per fare lo stesso lavoro?

Certo, ma se così fosse si fermerebbe il “sanguinamento” di risorse che finiscono guarda caso nelle tasche delle agenzie letterarie. Soldi che altrimenti, il sistema editoriale, non saprebbe come sfilare legalmente alle persone che hanno la passione per la scrittura e il sogno di voler pubblicare.

Come lavoriamo noi di PennaRigata: i nostri successi

Come detto più volte, noi non siamo una delle innumerevoli agenzie letterarie, siamo un’agenzia di editing, ma non solo.

I testi che scegliamo di editare devono avere, a nostro parere, un potenziale editoriale. Una volta lavorato il manoscritto lo inviamo, previa autorizzazione, ai nostri contatti PERSONALI nelle case editrici.

Chiedete soldi?

No!

Dopo l’editing seguiamo l’autore e gli diamo supporto al meglio delle nostre possibilità, ma solo per passione. Lo aiutiamo a scrivere una sinossi come si deve, una email di presentazione che non lo faccia cestinare all’istante, forniamo anche consulenze di base sui contratti.

Ogni anno molti nostri autori pubblicano con case editrici serie – quindi non a pagamento – e alcuni decidono la strada del self publishing con ottimi risultati. Per vederli vai alla pagina: gli ultimi nati (sono inseriti solo i più recenti).

Credo che il primo passo, dopo aver scritto un romanzo, non sia venir rappresentati, ma migliorarlo rileggendolo più e più volte e mettendosi in discussione. Lo strumento migliore non sono le schede di valutazione (abbastanza inutili), ma è il farsi editare da un professionista serio.

Per qualsiasi dubbio scrivici:

info@pennarigata.it

Spero di essere stato chiaro ed esaustivo in merito a un meccanismo che trovo, nel 99% dei casi, malefico e che fa leva sui sogni delle persone. Anziché sprecare 400 euro per una scheda di valutazione potresti fare una cosa più saggia: comprare 20 romanzi, perché leggere fa bene.

Come lavorano le agenzie letterarie estere

Intendiamo soprattutto le agenzie di lingua anglosassone che di solito hanno un approccio più professionale, rispettoso e moderno verso gli autori. Tentiamo di capire cosa richiedono (di media):

  • Di solito c’è un’indicazione molto precisa dei generi che accettano.
  • Lettera di presentazione (sembra banale ma è utile per farsi un’idea sulla personalità di chi scrive).
  • Biografia.
  • Concept del romanzo.
  • Pitch.
  • Sinossi.
  • Se è stata usata la I.A.  per l’elaborazione del testo.
  • Romanzi precedenti e vendite.
  • Libri simili a quello presentato.
  • Il potenziale target.
  • “N” pagine del romanzo (di solito varia dalle 5 alle 50, di media 10).

NON obbligano a fare le meravigliose schede a prezzi iperbolici. Il loro servizio di valutazione è gratuito (si tratta di libri in lingua inglese, sia chiaro) a patto che si seguano le loro indicazioni in modo preciso.

Come si nota è simile, per certi aspetti, al Premio Arcimago e soprattutto, le più grandi agenzie letterarie del mondo riescono a valutare un romanzo anche da sole 5 pagine! 

Raccontaci la tua esperienza con le agenzie letterarie

Noi possiamo raccontare delle nostre personali esperienze o di quelle dei nostri autori (che in ogni caso ci hanno permesso di leggere email ricevute e schede di valutazione). Ci capita spesso, magari alle fiere, di parlare con aspiranti autori o scrittori, anche noti, eppure le loro disavventure sono sempre molto simili.

Il nostro interesse, come agenzia editoriale (e non letteraria), è di scoprire agenti che offrano i servizi con determinate modalità che per noi sono valide. Ripeto: per noi. Ognuno è libero di gestire la propria attività come meglio crede.

Per qui, scriveteci nei commenti (o anche via email: info@pennarigata.it) le vostre esperienze con le agenzie letterarie. Saremo lieti di pubblicarle (senza nomi). 

Se invece sei un agente e vuoi dire la tua sul sistema editoriale italiano saremo contenti di pubblicare il tuo commento. Per adesso le agenzie letterarie non si sono fatte vive, in caso anche loro possono inviarci una email.