Un beta reader, o lettore preliminare, è una persona che legge un manoscritto in una fase ancora non definitiva per fornire un riscontro chiaro e mirato prima dell’editing professionale o della pubblicazione. Il suo ruolo è quello di simulare l’esperienza di un lettore reale, individuando ciò che funziona e ciò che necessita di interventi.
Il beta reader cos’è e cosa fa?
Un beta reader è una figura cruciale, spesso fraintesa, nel processo creativo contemporaneo: non è un editor freelance di romanzi né un correttore di bozze. È invece un “lettore-test” che entra in scena quando l’autore ha già dato forma al manoscritto e desidera verificare l’efficacia della storia dal punto di vista del pubblico potenziale.
Il suo compito non è “aggiustare” la scrittura linea per linea, bensì:
- segnalare punti deboli nella trama,
- incongruenze nei personaggi,
- momenti in cui il ritmo cala,
- passaggi poco chiari o
- emotivamente piatti,
- antagonista poco convincente,
- conflitto narrativo debole
Deve dare feedback che evidenziano dove la narrazione non funziona come dovrebbe. Un buon beta reader sa dire:
- “qui ho perso interesse”,
- “non ho capito cosa sta succedendo” o
- “questa scena mi ha colpito”,
Evita critiche troppo vaghe o generiche.
Chi non è un beta reader?
A riguardo si fa molta confusione. Persino gli stessi BetaR credono di essere ciò che non sono:
- editor,
- revisori di stile
- correttori ortografici
- agenzie letterarie,
- scout,
- ghostwriter,
- correttori di bozze,
- editori,
- esperti di editoria,
- professionisti del settore.
Però può essere vero il contrario, per esempio che un editor sia anche un beta reader, ma sono mestieri diversi. Non dovrebbe occuparsi di ristrutturare interi capitoli né riscrivere passaggi, questi compiti spettano a figure specializzate, anche se spesso il beta reader può intercettare errori legati alla “lore“.
La sua importanza è aumentata negli ultimi anni per diversi motivi che interagiscono con le evoluzioni del panorama editoriale digitale. Da un lato, il mercato editoriale, e soprattutto quello indipendente/self-publishing, è diventato più affollato, rendendo essenziale che un libro sia “sciolto”, leggibile e coinvolgente fin dalle prime pagine.
Il beta reader aiuta l’autore a individuare problemi prima che arrivi l’editor professionista, risparmiando tempo e risorse. Dall’altro lato, la diffusione delle piattaforme online di scrittura (blog, comunità, Wattpad e altr app narrative) ha abbassato la soglia d’ingresso per diventare autore, ma ha aumentato anche la necessità di validazione precoce.
È un primo filtro, l’occhio del lettore medio, per verificare se la storia funziona davvero. Inoltre, contribuiscono anche dal punto di vista psicologico, perché un feedback positivo (o anche equilibrato) può dare fiducia all’autore e spingerlo a migliorare.
E poi c’è Wattpad
Un contesto interessante in cui la funzione del beta reading si è ampliata è quello di Wattpad: la piattaforma globale di scrittura-social dove autori e lettori interagiscono in tempo reale. Su Wattpad molte storie vengono pubblicate capitolo dopo capitolo, e i lettori fanno da beta reader “live”.
È un meccanismo che consente all’autore di correggere, adattare, reagire al feedback mentre costruisce l’opera, quasi in modo iterativo. Inoltre, Wattpad può favorire che l’autore costruisca da subito una community di lettori sensibili ai suoi gusti, che diventano “beta ambassador”.
Tuttavia, ci sono limiti:
- i feedback possono essere numerosi e incoerenti, basati più su impressioni personali che su competenza narrativa;
- alcuni commenti possono essere superficiali o disallineati rispetto al target;
- se l’autore dà troppo peso a ogni suggerimento, rischia di perdere la propria voce o coerenza interna;
- perché i lettori su Wattpad siano disponibili come beta reader efficaci, serve che abbiano una certa familiarità con il genere, una buona sensibilità narrativa, e la disponibilità a impegnarsi con serietà;
- l’esposizione pubblica dei commenti (visibili a tutti) può indurre gli autori a preferire modifiche conformi al gradimento della massa piuttosto che seguire una visione più rischiosa o personale.
Nel panorama letterario odierno, dove la soglia di attenzione del pubblico è sempre più breve e la concorrenza narrativa intensa, il ruolo del beta reader, anche potenziato dalle piattaforme come Wattpad, è ormai parte integrante della “filiera” creativa.
Cosa fa un beta reader
- Offre commenti costruttivi e valutazioni oggettive, segnalando punti di forza e aree da migliorare.
- Analizza la struttura narrativa, la caratterizzazione dei personaggi, lo stile di scrittura, il ritmo e la coerenza dell’opera.
- Verifica l’aderenza della storia al target di lettori a cui è destinata.
- Si pone come rappresentante del potenziale pubblico, senza sostituirsi a un editor o a un correttore di bozze.
- Svolge questo compito generalmente a titolo volontario, anche se in alcuni casi può essere previsto un compenso.
Perché è importante coinvolgere un beta reader
- Permette di ottenere uno sguardo esterno e imparziale sul testo, prima che raggiunga i lettori finali.
- Aiuta a individuare incoerenze, trame poco chiare, personaggi privi di spessore o parti narrative che rallentano l’interesse.
- Fornisce spunti concreti per migliorare la scorrevolezza, il coinvolgimento e l’impatto complessivo del libro.
In sintesi, un beta reader è un collaboratore prezioso per comprendere come la storia viene percepita al di fuori di chi l’ha scritta, rendendo il manoscritto più efficace e pronto per il passo successivo verso la pubblicazione.
I beta reader sono essenziali
I beta reader sono uno degli elementi cardine nel sistema editoriale, anche se molti non se ne rendono conto o li snobbano. La loro funzione è ben diversa da quella di un editor freelance di romanzi o di un correttore di bozze.
Molti esordienti pensano che basti fare leggere il proprio romanzo alla migliore amica o al cugino per avere risposte utile. Come ben sappiamo il gatto si rifiuta di farlo…
Quali capacità dovrebbe avere un beta reader?
- Ama leggere (es. preferisce un bel libro a Temptation Island!).
- Legge tanto.
- Legge generi diversi (Fantasy, Romance, Thriller ecc.).
- Ha una buona cultura generale e accademica.
- Conosce le basi della grammatica italiana (sembrerebbe ovvio…).
- Non si fa problemi a criticarti.
- È un po’ stronzo/a.
- Non ha tempo da perdere (significa che investirà le poche ore libere per leggere il tuo romanzo).
- Non ha con te alcun grado di parentela (fidanzati, amanti inclusi).
Potrebbero sembrare caratteristiche ovvie, eppure spesso mi scrivono persone che incensano i loro romanzi solo perché hanno avuto dei riscontri positivi da parte di nonni, zii e cugini.
Il classico:
Bello de’ nonna il tuo romanzo mi ha emozionata.
non serve a nulla e non ti dà il minimo strumento utile per migliorare il manoscritto. Spesso si ha paura di offendere, dote apprezzata nella maggior parte degli ambiti della vita, ma non nei beta reader che dovrebbero essere dei grandissimi bastardi!
Chi sono i beta reader
Se hai intenzione di proporre il tuo romanzo a case editrici o agenzie letterarie è utile farlo leggere a dei beta reader esperti. Si tratta di persone che amano leggere (mi sembra il minimo) ma allo stesso tempo conoscono il mercato editoriale o almeno se un genere specifico potrebbe incontrare i gusti dei lettori.
Non fanno l’editing del romanzi e neanche la correzione di bozze o altro, sono semplici lettori che non agiscono sul testo ma si limitano a darne un parere più o meno profondo. Un buon beta reader non dice solo se gli piace quanto letto, ma è in grado di dare spiegazioni precise sulle sue valutazioni.
Indica cosa secondo lui funziona e cosa non funziona, permettendo all’autore di porre rimedio a eventuali problemi. La cosa migliore sarebbe avere una mezza dozzina di lettori forti, in modo da poter avere più pareri che possono essere confrontanti e valutati a sistema.
Beta reader: come scegliere il lettore giusto per migliorare il tuo manoscritto
Scegliere un beta reader adatto al proprio manoscritto è una delle decisioni più strategiche che un autore possa prendere prima di inviarlo a editor, agenzie letterarie o case editrici. Uno capace non si limita a dire se un libro piace o meno, ma fornisce osservazioni dettagliate che aiutano a capire come la storia viene percepita da un lettore del genere a cui è destinata.
Per questo motivo è fondamentale selezionare una persona che legga abitualmente il tipo di narrativa su cui stai lavorando, che possieda una buona cultura generale e che sappia esprimere un parere sincero, anche quando comporta critiche dirette.
La scelta di più persone con età, esperienze e background diversi può offrire una panoramica più ampia sulle reazioni del pubblico, permettendo di individuare elementi da rafforzare, personaggi da rendere più credibili o passaggi narrativi da snellire.
Un beta reader efficace non ha legami personali con l’autore, non è influenzato dall’affetto o dalla stima, e sa mantenere l’obiettività necessaria per far emergere punti di forza e debolezza in modo chiaro e costruttivo. Prima di affidare un manoscritto, è consigliabile parlarci per valutare compatibilità e metodo di lavoro, così da instaurare un rapporto di fiducia reciproca e massimizzare il valore del feedback ricevuto.
Non è un editor!
Il beta reader è una persona che legge il tuo manoscritto, e lo giudica. Ma non come farebbe un editor o un’altra figura professionale dell’editoria, ma come un lettore del genere.
Al contrario l’editor fa una valutazione diversa, più profonda e tecnica, andando ad analizzare punti di forza e di debolezza aiutandoli a migliorare (spesso anche di moltissimo), il tuo romanzo.
Il beta reader non fa correzioni di alcun genere, lui è un lettore. Quindi potrà dare delle indicazioni in base ai suoi gusti ed esperienze. Egli è un supporto, l’editor un aiuto più concreto.
Cosa non deve essere un beta reader
La maggior parte degli aspiranti scrittori hanno alcune persone a cui fanno leggere le loro opere, e fin qui non ci sarebbe nulla di male. Il punto 9. della precedente lista è essenziale perché elimina dall’equazione la parte più emotiva della valutazione.
Il problema è che considerano questi “lettori” come fossero b-reader quando, invece, non lo sono:
- Amici.
- Parenti.
- Colleghi.
- Conoscenti.
- …o con qualsiasi altro rapporto stretto con l’autore.
Quando una persona legge un nostro testo, è per forza di cose condizionata da quello che sa di noi. Per prendere le distanze tra romanzo e autore, serve una professionalità che non tutti hanno.
Potrebbero dividersi, per semplicità, in due categorie:
- I buoni, che per paura di ferire preferiscono addolcire le loro opinioni, essere gentili quando non è vera gentilezza, ma paura di ferire.
- I cattivi, al contrario potrebbero mostrarsi troppo aggressivi e severi, spesso anche a fin di bene, senza capire che un aspirante scrittore è una creatura delicata.
In entrambi i casi non avresti un parere davvero utile.
L’identikit del b-reader
Un beta reader professionale, al contrario, valuterà soltanto quanto hai scritto, e questo è possibile farlo se:
- Non ti conosce, o almeno non in modo sufficiente da crearsi problemi nel dire ciò che veramente pensa.
- Legge e ama i romanzi del genere del tuo (ma legge di tutto), non significa che sia un esperto delle dinamiche più tecniche.
- I vari b-reader che sceglierai dovranno avere caratteristiche soci-culturali differenti (età, studi fatti, genere ecc).
Ma cosa fa di preciso? Legge, ovvio, e valuta se il testo segue gli schemi classici del genere, se ha ritmo e, soprattutto se emoziona.
La sua non è una valutazione tecnica, profonda e professionale – che spetta invece a un editor competente – è qualcosa di molto più emotivo.
Da questa definizione diviene ancora più chiaro del perché è meglio che sia uno sconosciuto, proprio per evitare che i sentimenti verso l’autore incidano sulla sua valutazione del testo.
Autore – beta reader – Editor – Correttore di bozze
Non esiste un metodo unico e migliore per valutare, lavorare e proporre un romanzo a una CE. I “ruoli” visti sin qui sono importanti, tranne l’autore che è ovviamente essenziale,
Un buon beta reader può dare spunti interessanti, ha spesso costi marginali ma non la giusta professionalità per far fare a un testo il salto in più.
Il suo ruolo è di mostrare alcune criticità da “lettore”, per esempio alcune CE hanno b-reader esterni per testare la forza emotiva dei manoscritti, non di certo per dare un parere letterario.
Molti editori, anche importanti, fanno svolgere questo ruolo a giovani editor che non sono preparati, o meglio lo sono troppo, e anziché percepire la carica emozionale del testo lo valutano “da editor”.
Prima di inviare un romanzo a un editore, quindi, si dovrebbe lavorare con un editor e un beta reader. I costi del secondo sono spesso minimi, a volte anche inesistenti.
Dove trovarli
Per fortuna c’è internet! Il mio consiglio è di cercare nei vari forum, gruppi Facebook di lettori dello stesso genere del tuo romanzo.
Prima di contattare qualcuno, leggi i suoi post/commenti per capire le sue effettive competenze in materia, quanto legge e i suoi gusti.
Ti consiglio di fare un bel foglio excell sul quale segnare i dati e anche le caratteristiche delle persone che vorresti leggessero i tuoi lavori (età, genere, lavoro ecc).
Come sceglierli
Esiste un sito molto valido in cui si possono contattare vari professionisti e appassionati: Fiverr. Nella pagina linkata troverai i beta reader italiani, ma si potrebbe aver bisogno – in rari casi – di lettori che parlano altre lingue, sempre su questo sito potrai trovarli.
E come in tutto ciò che è online, anche loro hanno le recensioni da parte dei clienti. Mi sembra ovvio dirlo, ma meglio specificarlo di scegliere in base a:
- Numero e qualità delle recensioni che hanno ricevuto.
- Generi che leggono. Se un beta reader legge tutto, non è quello adatto a te.
- Il costo. Fai una media tra i vari profili, se il prezzo indicato si discosta troppo, forse non è il lettore che cerchi.
- Curriculum professionale e accademico.
Consigliamo sempre di fare almeno una telefonata conoscitiva, come accade con noi editor, perché si dovrebbe creare un legame, o almeno una simpatia.
E la proprietà intellettuale
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Può accadere che qualcuno dei beta reader scelti non si comporti in modo corretto rubacchiando qualcosa di troppo dal tuo romanzo.
Per difendersi basta investire qualche euro e del tempo per:
- Registrarlo alla SIAE.
- Fai una email PEC a tuo nome e inviatelo alla stessa PEC.
- Invialo a una decina di amici via email.
- Fai una copia cartacea e spediscila con raccomandata A/R al tuo indirizzo.
In generale i costi sono minimi (una PEC costa meno di 10 euro l’anno).
Nota: questi sono piccoli espedienti che non garantiscono al 100% la protezione della proprietà intellettuale. Non sono metodi ultra professionali che, a nostro avviso, non ha senso usare quando ci si relazione con editor, editori o agenzie letterarie.
Beta reader e cartomante
Molti beta reader credono di essere dei fenomeni che il loro compito sia di farti contento, un po’ come una cartomante che ti legge le carte e prevede per te un futuro stupendo se solo riuscirai a superare alcune sfida. Aggiungendo che hai le potenzialità per riuscirci.

In pratica bastone-e-carota oppure ceffone-e-zuccherino! Il beta reader non dovrebbe mai dare dei contentini per edulcorare un giudizio crudo e sincero. Comportandosi così non farebbe altro che un dispetto all’autore.
Si impara e si cresce, ovviamente in ambito letterario, solo subendo tante critiche e avendo da una parte l’umiltà per ascoltarle e dall’altra la sicurezza per saperle filtrare per non farsi travolgere. Non è semplice, lo so bene. Ecco perché la scelta dei beta reader è importantissima.
Conclusioni
Quando invii il manoscritto a questi “lettori”, è sconsigliato aggiungere una eventuale sinossi o anche solo una logline. Non influenzarlo in alcun modo, non dire che il testo ti piace o altro, rischieresti di condizionarne il giudizio e questo farebbe mancare l’utilità stessa del bea reader.
Allo stesso tempo, dovrai spingere per avere giudizi freddi e mirati. La sincerità è essenziale se richiedi questa tipologia di servizio. Ma anche la giusta umiltà per accettare con equilibrio critiche ed elogi.
Quando noi facciamo il servizio di lettura manoscritti , siamo al limite del crudele non per il piacere di umiliare, non ci interessa, ma per far arrivare all’autore delle indicazioni il più veritiere possibili. Il nostro servizio di editing e comprensivo di un “beta reading”, anche per questa ragione non editiamo tutti i generi, ma solo quelli che conosciamo bene sia come scrittori, ma anche come lettori/editor.
Per quanto avere beta reader sia utile, non è essenziale per pubblicare una Casa Editrice. Se invece si pensa al self-publishing avere una mezza dozzina di persone, preparate, che leggano i tuoi testi è necessario. In entrambi i casi, però, sarebbe opportuno rivolgersi a un editor esperto che sappia valutare sia l’emotività del testo (come un b-reader), che le sue criticità tecniche e strutturali.
Il beta reader non è un mero lettore critico, ma un ponte tra autore e mercato, un interlocutore anticipato che aiuta a calibrare la storia prima che affronti il giudizio editoriale o commerciale.










Luglio 6, 2026 alle 7:23 am
L’Ombra del Faro
Sulla scogliera di un piccolo paese affacciato sul mare si erge un antico faro, ormai spento da decenni.
Gli abitanti evitano di avvicinarsi, perché raccontano che, nelle notti di tempesta, una figura misteriosa venga vista camminare tra gli scogli mentre una luce attraversa il mare, nonostante il faro non sia più in funzione.
Quando la giovane giornalista Elisa arriva nel paese per scrivere un articolo sulla storia del faro, scopre che quarant’anni prima un guardiano scomparve senza lasciare traccia.
Più indaga, più emergono segreti rimasti nascosti per generazioni: lettere mai spedite, antichi tradimenti, un amore impossibile e una verità che qualcuno è disposto a proteggere a ogni costo.
Tra il rumore delle onde e il vento che sferza le rocce, Elisa dovrà scegliere se riportare alla luce il passato o lasciare che il mistero rimanga sepolto nell’ombra del faro.
Perché alcuni segreti non muoiono mai. Aspettano soltanto qualcuno abbastanza coraggioso da scoprirli.
Capitolo 1 – La Tempesta
Il vento ululava tra le scogliere come una creatura antica. Le onde si infrangevano contro le rocce con una forza tale da far tremare le finestre della vecchia casa del guardiano del faro.
Elia osservava il mare dalla veranda. Aveva diciassette anni e non aveva mai lasciato l’isola di Sant’Andrea, un piccolo lembo di terra dimenticato da tutti. Da quando suo padre era scomparso in mare cinque anni prima, viveva con il nonno Arturo, l’ultimo guardiano del faro.
«Sta arrivando una brutta notte» disse il nonno accendendo una lampada a petrolio.
Elia annuì senza rispondere. Ogni tempesta gli ricordava quella notte lontana in cui il padre era uscito in barca e non era più tornato.
Un lampo illuminò l’orizzonte.
Per un istante, tra le onde gigantesche, il ragazzo vide qualcosa.
Una luce.
Non era il faro.
Non era una nave.
Era una luce azzurra che sembrava muoversi sotto la superficie del mare.
«Nonno…» mormorò.
Arturo impallidì appena.
«Hai visto anche tu?»
L’anziano rimase in silenzio.
Poi si avvicinò lentamente alla finestra.
«Chiudi le imposte.»
«Perché?»
«Perché certe luci è meglio non guardarle.»
Elia sentì un brivido corrergli lungo la schiena.
Quella notte non riuscì a dormire.
Verso mezzanotte sentì un rumore provenire dall’esterno.
Si alzò.
Aprì la porta.
La pioggia cadeva a secchiate.
Qualcuno stava bussando al cancello.
Tre colpi.
Lenti.
Pesanti.
Elia prese la torcia e si avvicinò.
Quando arrivò davanti al cancello, il sangue gli si gelò nelle vene.
Non c’era nessuno.
Solo una piccola scatola di legno.
Sopra era inciso un nome.
Il nome di suo padre.
Capitolo 2 – La Scatola
Le mani di Elia tremavano mentre raccoglieva la scatola.
Era vecchia, consumata dal sale e dal tempo.
Sembrava essere rimasta in mare per anni.
La portò dentro.
Arturo la vide e impallidì.
«Dove l’hai trovata?»
«Fuori dal cancello.»
Il nonno si lasciò cadere su una sedia.
«Non può essere.»
Elia aprì lentamente il coperchio.
All’interno c’era una bussola.
Una mappa.
E una lettera.
La calligrafia era inconfondibile.
Era quella di suo padre.
La lettera conteneva poche parole:
“Se stai leggendo questo messaggio, significa che il segreto del faro si è risvegliato. Non fidarti di nessuno. Nemmeno del mare.”
Elia alzò lo sguardo.
«Che cosa significa?»
Ma il nonno non rispose.
Guardava la mappa.
E aveva paura.
Una paura che Elia non gli aveva mai visto negli occhi.
Capitolo 3 – Il Segreto della Mappa
La pioggia continuava a battere contro i vetri mentre Elia e il nonno osservavano la mappa stesa sul tavolo.
Era diversa da tutte le carte nautiche che il ragazzo aveva visto fino ad allora.
Mostrava l’isola di Sant’Andrea, ma anche qualcosa che non compariva su nessuna mappa ufficiale.
A nord-est dell’isola era disegnato un piccolo simbolo.
Un cerchio attraversato da una linea.
Accanto c’era una scritta sbiadita:
“La Porta del Mare.”
«Che cos’è?» chiese Elia.
Arturo sospirò.
«Una leggenda.»
«Non sembra una leggenda.»
«Lo pensavo anch’io quando ero giovane.»
Il vecchio si alzò e raggiunse una libreria.
Da uno scaffale nascosto estrasse un quaderno ingiallito.
«Questo apparteneva a tuo padre.»
Elia lo aprì.
Pagina dopo pagina trovò annotazioni, schizzi e coordinate.
In ogni pagina compariva sempre lo stesso simbolo.
La Porta del Mare.
E ogni nota terminava con la stessa frase:
“La luce azzurra esiste davvero.”
Capitolo 4 – La Discesa
L’indomani il cielo era finalmente sereno.
Elia decise di raggiungere il faro.
Da bambino gli era sempre stato proibito entrare nelle stanze inferiori della torre.
Secondo il nonno erano pericolanti.
Ora però iniziava a sospettare che non fosse quella la vera ragione.
Entrò.
La scala a chiocciola scendeva verso il basso anziché salire.
L’aria diventava sempre più fredda.
Dopo diversi metri raggiunse una porta di ferro arrugginita.
Era chiusa con una grossa catena.
Ma qualcuno l’aveva aperta di recente.
Elia spinse lentamente.
La porta cigolò.
Dietro si trovava una stanza segreta.
Al centro c’era un tavolo coperto di mappe.
Sulle pareti erano appese fotografie.
Fotografie del mare.
Fotografie della luce azzurra.
E fotografie di suo padre.
L’ultima immagine lo lasciò senza fiato.
Mostrava suo padre in piedi accanto a tre uomini sconosciuti.
Sul retro era scritta una data.
La fotografia era stata scattata due anni dopo la sua presunta scomparsa.
Capitolo 5 – I Tre Custodi
Elia tornò a casa correndo.
«Papà era vivo!» gridò.
Arturo osservò la fotografia.
Per lunghi secondi non disse nulla.
Poi chiuse gli occhi.
«Temevo che avresti trovato quella stanza.»
«Tu sapevi tutto?»
«Non tutto.»
«Allora spiegami.»
Il nonno fissò il mare dalla finestra.
«Molti anni fa esisteva una confraternita chiamata i Tre Custodi. Avevano il compito di proteggere un segreto nascosto sotto l’isola.»
«Quale segreto?»
«Una porta.»
«Una porta dove?»
Arturo deglutì.
«Nessuno lo sa.»
Un colpo improvviso risuonò contro la porta di casa.
Entrambi si voltarono.
Qualcuno stava bussando.
Tre colpi.
Lenti.
Pesanti.
Esattamente come la notte precedente.
Elia aprì.
Davanti a lui c’era una donna avvolta in un lungo impermeabile nero.
Aveva occhi chiari come il ghiaccio.
«Finalmente ti ho trovato» disse.
«Chi sei?»
La donna estrasse un vecchio medaglione.
Sopra era inciso il simbolo della Porta del Mare.
«Mi chiamo Aurora.»
Fece una pausa.
«E conoscevo tuo padre.»
Capitolo 6 – Aurora
Aurora entrò nella casa.
Il nonno Arturo impallidì appena la vide.
«Tu…» sussurrò.
«È passato molto tempo» rispose la donna.
Elia capì immediatamente che i due si conoscevano.
«Voglio delle risposte.»
Aurora annuì.
«Le avrai. Ma prima dobbiamo andarcene.»
«Perché?»
La donna indicò la finestra.
Sulla scogliera, in lontananza, alcune figure osservavano la casa.
Immobili.
Silenziose.
Vestite di nero.
«Loro sono arrivati.»
«Chi sono?»
Aurora abbassò lo sguardo.
«Coloro che cercano la Porta del Mare.»
Le figure iniziarono a scendere lentamente verso il villaggio.
E per la prima volta Elia comprese che il mistero della scomparsa di suo padre era soltanto l’inizio.
Capitolo 7 – La Fuga
Aurora non perse tempo.
«Prendete solo l’essenziale.»
Le figure nere stavano ormai attraversando il villaggio.
Elia raccolse la mappa, il quaderno del padre e la bussola trovata nella scatola.
Arturo prese un vecchio fucile da caccia che non usava da anni.
Attraversarono una porta nascosta sul retro della casa e si inoltrarono lungo un sentiero che costeggiava la scogliera.
Dietro di loro, le ombre avanzavano senza fretta.
Come se sapessero già dove trovarli.
Mentre correvano, la bussola iniziò a vibrare.
L’ago impazzì.
Poi si fermò puntando verso il mare.
Una luce azzurra apparve all’orizzonte.
Più intensa che mai.
Capitolo 8 – La Grotta Sommersa
Seguendo le indicazioni della bussola, raggiunsero una piccola insenatura nascosta.
La marea era bassa.
Tra le rocce si apriva l’ingresso di una grotta.
Aurora accese una lanterna.
«È qui che tuo padre è entrato per la prima volta.»
Camminarono per diversi minuti.
Le pareti erano ricoperte da strani simboli.
Al centro della grotta trovarono una grande porta di pietra.
Sulla superficie era inciso il simbolo della Porta del Mare.
Elia appoggiò una mano sulla pietra.
La porta si illuminò.
Un boato attraversò la caverna.
La roccia iniziò lentamente ad aprirsi.
Dietro non c’era una stanza.
C’era un intero passaggio sotterraneo.
Capitolo 9 – Il Diario Perduto
Nel corridoio trovarono uno scheletro.
Accanto vi era una borsa di cuoio.
Al suo interno era conservato un diario.
Apparteneva a uno dei Tre Custodi.
Le ultime pagine raccontavano qualcosa di incredibile.
Molti secoli prima alcuni navigatori avevano scoperto una città nascosta sotto il mare.
Una città costruita da una civiltà sconosciuta.
Al centro della città si trovava una fonte di energia capace di influenzare le maree e le correnti oceaniche.
I Custodi avevano giurato di proteggerla.
Ma qualcuno aveva cercato di impadronirsene.
Da allora era iniziata una guerra segreta.
Capitolo 10 – Il Messaggio
Proseguendo nel tunnel raggiunsero una sala enorme.
Al centro si trovava un cristallo azzurro.
Quando Elia si avvicinò, il cristallo si illuminò.
Comparve l’immagine di suo padre.
Il ragazzo trattenne il respiro.
«Se stai vedendo questo messaggio significa che sei arrivato fin qui.»
Era davvero lui.
«Elia, non ho mai smesso di cercare un modo per tornare.»
L’immagine tremolò.
«La città esiste. Ma qualcuno vuole usarne il potere. Devi fermarlo.»
«Papà!» gridò Elia.
Ma la registrazione era già terminata.
Capitolo 11 – Il Traditore
Mentre il gruppo osservava il cristallo, un rumore di passi riecheggiò nella sala.
Le figure nere li avevano raggiunti.
Il loro capo avanzò lentamente.
Tolse il cappuccio.
Arturo rimase senza parole.
«Matteo…»
Era uno dei Tre Custodi.
Un uomo che tutti credevano morto da vent’anni.
«Finalmente» disse Matteo.
«La porta è aperta.»
«Hai tradito il giuramento» rispose Arturo.
Matteo sorrise.
«No. Ho capito come usare il potere nascosto sotto il mare.»
Le sue guardie estrassero le armi.
Lo scontro era inevitabile.
Capitolo 12 – La Città Sommersa
Durante il combattimento il cristallo si spezzò.
L’intera caverna iniziò a tremare.
Un’enorme parete d’acqua si aprì davanti a loro.
Oltre la barriera apparve qualcosa di straordinario.
Torri.
Ponti.
Palazzi.
Un’intera città sommersa illuminata dalla stessa luce azzurra che Elia aveva visto durante la tempesta.
Tutti rimasero senza parole.
Persino Matteo.
La città era reale.
E nel suo centro brillava una struttura gigantesca.
Una torre di cristallo che sembrava raggiungere il fondo dell’oceano.
Aurora osservò quella visione con timore.
«Ecco cosa hanno protetto i Custodi per secoli.»
Elia strinse la bussola.
Sentiva che da qualche parte laggiù si trovava suo padre.
Ma intuiva anche che il pericolo più grande doveva ancora arrivare.
Capitolo 13 – Oltre la Barriera
La città sommersa sembrava impossibile.
Eppure era lì.
Viva.
L’acqua era trattenuta da una gigantesca barriera trasparente che proteggeva edifici, strade e torri.
Aurora guidò il gruppo verso una scalinata di pietra.
«Questa città si chiama Nereide» spiegò.
«È più antica di qualsiasi regno conosciuto.»
Elia osservò le enormi costruzioni illuminate dalla luce azzurra.
Molte erano in rovina.
Altre sembravano ancora funzionare.
Nel silenzio si udiva soltanto un leggero ronzio provenire dalla grande torre centrale.
Un suono antico.
Come il battito di un cuore.
Capitolo 14 – I Guardiani di Pietra
Attraversando una piazza monumentale, il gruppo si fermò improvvisamente.
Davanti a loro si ergevano sei gigantesche statue.
Alte più di dieci metri.
Rappresentavano guerrieri con armature sconosciute.
«Non avvicinatevi» disse Aurora.
Troppo tardi.
Una delle guardie di Matteo urtò una colonna.
Le statue aprirono lentamente gli occhi.
Luce azzurra.
Le pietre iniziarono a muoversi.
I Guardiani si erano risvegliati.
La battaglia fu violenta.
Uno dei colossi abbatté una colonna con un solo colpo.
Elia riuscì a fuggire per pochi centimetri.
Alla fine, grazie alla bussola, trovò un simbolo inciso sul terreno.
Quando vi appoggiò la mano, i Guardiani tornarono immobili.
Come se avessero riconosciuto qualcosa in lui.
Capitolo 15 – Il Cuore di Nereide
Raggiunsero la torre centrale.
Al suo interno scoprirono una sala immensa.
Al centro fluttuava una sfera luminosa.
Era grande quanto una casa.
Energia pura.
«Questo è il Cuore di Nereide» sussurrò Aurora.
«La fonte che alimenta la città.»
Matteo sorrise.
«E presto sarà mia.»
L’uomo si avvicinò alla sfera.
Ma appena la toccò venne scaraventato contro una parete.
Una voce profonda riempì la sala.
«Accesso negato.»
La voce non apparteneva a un essere umano.
Capitolo 16 – Il Custode Eterno
Dal pavimento emerse una figura.
Alta.
Avvolta da una luce azzurra.
Sembrava un uomo ma il suo volto era composto da energia.
«Chi siete?» domandò Elia.
«Io sono il Custode Eterno.»
La creatura osservò il ragazzo.
«Discendente della stirpe designata.»
«Che significa?»
«La tua famiglia protegge questa città da generazioni.»
Elia rimase senza parole.
Tutto ciò che aveva vissuto sembrava condurlo a quel momento.
Poi fece la domanda che portava nel cuore da anni.
«Mio padre è vivo?»
Il Custode rimase in silenzio.
Poi rispose.
«Sì.»
Capitolo 17 – Il Prigioniero del Mare
Il Custode indicò una stanza nascosta.
Lì si trovava una capsula di cristallo.
All’interno c’era un uomo.
Dormiva.
Era immobile.
Ma respirava.
Elia si avvicinò con le lacrime agli occhi.
«Papà…»
Aurora abbassò lo sguardo.
Arturo si tolse il cappello.
L’uomo nella capsula era davvero il padre di Elia.
Era stato conservato in uno stato di sospensione per anni.
Il Cuore di Nereide lo aveva mantenuto in vita.
Quando la capsula si aprì lentamente, l’uomo aprì gli occhi.
Il padre e il figlio si guardarono.
Nessuno riuscì a parlare.
Capitolo 18 – L’Ultima Rivelazione
Dopo il commovente incontro, il padre raccontò la verità.
Molti anni prima aveva scoperto che Matteo voleva impadronirsi del Cuore di Nereide.
Per impedirglielo si era sacrificato.
Aveva attivato un antico sistema di sicurezza che lo aveva imprigionato nella capsula.
«Sapevo che un giorno saresti arrivato» disse guardando Elia.
«La città ti stava aspettando.»
Ma Matteo non aveva rinunciato.
Mentre tutti erano distratti, riuscì a raggiungere il Cuore.
Posò entrambe le mani sulla sfera.
L’intera torre tremò.
Le luci si spensero.
Le sirene iniziarono a suonare.
Il Custode Eterno si voltò lentamente.
Per la prima volta apparve preoccupato.
«È iniziato.»
Capitolo 19 – Il Risveglio dell’Abisso
Il mare attorno alla città iniziò a muoversi.
Enormi crepe attraversarono gli edifici.
Dalle profondità più oscure dell’oceano qualcosa stava salendo.
Qualcosa che era rimasto addormentato per secoli.
Il Custode parlò con voce grave.
«Il Cuore mantiene sigillata una forza antica.»
«Che cosa?» chiese Elia.
«L’Abisso.»
Un’enorme ombra apparve oltre la barriera protettiva.
Più grande di qualsiasi nave.
Più grande di qualsiasi creatura conosciuta.
I suoi occhi si accesero nel buio.
E fissarono la città.
Capitolo 20 – La Scelta
Le difese di Nereide stavano crollando.
Il Custode si rivolse a Elia.
«Solo un erede può salvare la città.»
«Come?»
«Dovrai unirti al Cuore.»
«E cosa accadrà?»
Il Custode non rispose subito.
Poi disse:
«Potresti non tornare più quello che sei adesso.»
Elia guardò suo padre.
Guardò il nonno.
Guardò Aurora.
Aveva finalmente ritrovato la sua famiglia.
Eppure doveva scegliere.
Dietro la barriera, l’Abisso avanzava.
Il destino di Nereide.
Dell’isola.
E forse del mondo intero.
Era nelle sue mani.
Capitolo 21 – L’Unione
Elia guardò il Cuore di Nereide.
La gigantesca sfera di energia pulsava come una stella vivente.
L’Abisso stava distruggendo le difese della città.
Non c’era più tempo.
«Lo farò.»
Suo padre cercò di fermarlo.
«Elia, aspetta!»
Ma il ragazzo aveva già preso la decisione.
Posò entrambe le mani sulla superficie luminosa.
Un lampo attraversò la torre.
Migliaia di immagini invasero la sua mente.
Vide la nascita di Nereide.
Vide antichi navigatori.
Vide guerre dimenticate.
Vide generazioni di Custodi.
E comprese finalmente il segreto della città.
Il Cuore non era una macchina.
Era una coscienza.
Una memoria vivente.
Capitolo 22 – Il Potere degli Antichi
L’energia del Cuore si diffuse nel corpo di Elia.
Le sue mani iniziarono a brillare.
Le crepe degli edifici si richiusero.
Le luci della città si accesero nuovamente.
I Guardiani di Pietra tornarono in vita.
Per la prima volta dopo secoli, Nereide era completamente risvegliata.
Il Custode Eterno sorrise.
«Finalmente.»
Matteo osservava la scena con rabbia.
Il potere che desiderava da tutta la vita apparteneva ormai a Elia.
E non era disposto ad accettarlo.
Capitolo 23 – Il Tradimento Finale
Matteo estrasse una lama nascosta.
Con un urlo si lanciò verso Elia.
Ma Aurora si frappose.
La lama la colpì al fianco.
La donna cadde a terra.
«Aurora!»
Elia corse verso di lei.
Matteo approfittò della distrazione.
Raggiunse il Cuore.
Affondò la lama nella sua superficie.
Un’esplosione di energia attraversò la città.
L’Abisso emise un ruggito assordante.
Il sigillo era stato spezzato.
Capitolo 24 – L’Abisso Libero
La barriera protettiva si infranse.
Milioni di litri d’acqua invasero Nereide.
Le strade vennero sommerse.
Le torri tremarono.
Dalle profondità emerse la creatura.
Era immensa.
Un essere antico formato da oscurità liquida.
I suoi occhi brillavano come lune nere.
Ogni suo movimento faceva tremare l’oceano.
Il Custode Eterno abbassò il capo.
«È più potente di quanto ricordassi.»
Capitolo 25 – La Battaglia di Nereide
I Guardiani di Pietra attaccarono.
Giganteschi colossi affrontarono la creatura.
Ma l’Abisso distruggeva tutto ciò che toccava.
Interi quartieri crollarono.
Elia si alzò.
L’energia del Cuore scorreva dentro di lui.
Con un gesto sollevò enormi colonne d’acqua.
Le trasformò in catene luminose.
Per un momento riuscì a fermare il mostro.
Ma non bastava.
L’Abisso continuava ad avanzare.
Capitolo 26 – Il Sacrificio del Custode
Il Custode Eterno si avvicinò a Elia.
«Esiste un solo modo.»
«Quale?»
«Unire il mio potere al tuo.»
«E dopo?»
La creatura sorrise.
«Dopo io cesserò di esistere.»
Prima che qualcuno potesse fermarlo, il Custode si trasformò in luce.
La sua energia entrò nel Cuore.
L’intera città si illuminò.
Per l’ultima volta.
Capitolo 27 – La Luce contro l’Oscurità
Elia sentì una forza immensa attraversarlo.
Sollevò lo sguardo verso il mostro.
L’Abisso avanzò ruggendo.
L’energia del Cuore esplose.
Una gigantesca colonna di luce attraversò l’oceano.
Le onde si aprirono.
Il mare stesso sembrò fermarsi.
L’oscurità e la luce si scontrarono.
Per lunghi istanti nessuno riuscì a capire chi stesse vincendo.
Poi l’Abisso iniziò lentamente a dissolversi.
Capitolo 28 – L’Ultimo Addio
La battaglia era finita.
L’Abisso era scomparso.
Ma il Cuore stava collassando.
L’energia che manteneva viva Nereide si stava esaurendo.
«Dobbiamo andare» disse Aurora, ferita ma viva.
Gli abitanti sopravvissuti lasciarono la città.
Anche Elia, suo padre e Arturo raggiunsero l’uscita.
Prima di andarsene, Elia si voltò.
Le torri luminose che aveva imparato ad amare stavano scomparendo sotto il mare.
Per sempre.
Capitolo 29 – Il Nuovo Faro
Passarono diversi mesi.
L’isola di Sant’Andrea tornò alla normalità.
Il vecchio faro venne restaurato.
Arturo smise finalmente di fare il guardiano.
Toccava a Elia.
Ogni sera il giovane accendeva la grande luce.
Suo padre viveva di nuovo accanto a lui.
Aurora era rimasta sull’isola.
Nessuno parlava più di Nereide.
Ma tutti ricordavano.
Capitolo 30 – L’Ombra del Faro
Una notte tranquilla, Elia salì in cima al faro.
Il mare era calmo.
Le stelle illuminavano l’orizzonte.
Mentre osservava le onde, notò qualcosa.
Una piccola luce azzurra.
Lontana.
Molto lontana.
Sorrise.
Forse Nereide non era davvero scomparsa.
Forse alcuni segreti erano destinati a sopravvivere.
Sempre.
Il ragazzo guardò il mare per qualche minuto.
Poi tornò all’interno del faro.
La sua avventura era finita.
Ma il mistero dell’oceano sarebbe continuato per sempre
Luglio 6, 2026 alle 8:48 am
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