Ormai trovare un editore serio è diventato più difficile che mai, tentiamo di capire alcuni elementi che potrebbero aiutarti a discernere tra cialtroni che pensano solo al guadagno e personaggi più seri (che comunque pensano al guadagno!). Cosa controllare:
- sito web,
- social,
- comunicazione che viene fatta,
- linee editoriali,
- se la grafica delle copertine delle varie collane è coerente,
- tipo di comunicazione,
- se ha finestre aperte per la ricezione di manoscritti,
- cosa dicono sui vari siti (tipo Reddit),
- se fanno leggere l’estratto dei loro libri,
- in caso la qualità della scrittura,
- l’impaginazione dei romanzi.
Capire l’editoria per difendersi dalle illusioni
Trovare un editore serio oggi è difficile perché il mercato editoriale è fragile, dominato da logiche economiche che spesso mettono da parte la qualità. Le grandi case editrici cercano il profitto, le piccole sopravvivono come possono, e in mezzo proliferano realtà ibride che vendono sogni a pagamento.
Capire come muoversi richiede lucidità e conoscenza delle dinamiche del settore:
- sapere leggere un contratto,
- riconoscere una linea editoriale coerente,
- capire se la comunicazione è rivolta ai lettori o agli autori.
L’editoria non è un mondo romantico ma un sistema complesso dove vince chi conosce le regole. Diffidare di chi promette pubblicazioni facili è il primo passo per proteggere il proprio lavoro e dare valore alla scrittura. Un editore serio non chiede denaro, investe su ciò che ritiene valido. È questa la differenza che separa chi pubblica libri da chi vende illusioni.
Se una casa editrice non guadagna abbastanza, chiude. Stessa cosa vale per le agenzie letterarie e chi offre altri servizi, come l’editing del romanzo. Quindi la discriminante principale è il denaro, brutto da dirsi su un blog di scrittura, lo sappiamo.
Ma se si vuole capire bene il mercato editoriale per affrontarlo nel modo giusto, è opportuno conoscerne le meccaniche e le storture.
I problemi dell’editoria
Il primo problema, che a cascata si porta dietro tutti gli altri è semplice: le persone comprano pochi libri perché si legge sempre meno. Ormai si hanno talmente tante alternative (come le piattaforme in streaming), che si preferisce inebetirsi tutte le sere davanti a uno schermo piuttosto che leggere.
Il secondo problema è la qualità dei testi e il tipo di comunicazione fatta dagli editori. I romanzi pubblicati sono qualitativamente sempre peggiori, perché si punta solo al guadagno, cavalcando così le mode del momento per vendere, vendere e vendere.
Di conseguenza il mercato dei libri non traina il trend, non propone generi e testi innovativi ma li subisce passivamente. Questo ci porta al terzo gigantesco problema: la poca competenza.
Come in tutti i settori ci sono persone capaci e altre meno, in quello editoriale sembra che la maggior parte di coloro che ci lavorano non abbiano la minima idea di come si faccia! Quasi tutti i dipendenti di questo settore sono laureati (ottimo), ma nelle discipline sbagliate.
L’importanza di un management preparato
Non ci sono molti manager e dirigenti con un background aziendalistico solido, si tende a far diventare dirigenti persone della filiera che, per forza di cose, non hanno le competenze adatte per gestire un’azienda.
Mettiamo un laureato in lettere antiche che viene assunto da una casa editrice come editor junior. Nel tempo migliora e cresce ottenendo una promozione fino a gestire un’intera collana. Arrivato a questo punto, in qualsiasi altro settore, tale persona si fermerebbe oppure, per fare carriera, verrebbe formata con Master o corsi.
Invece nel mondo editoriale viene spesso promosso fino a prendere un ruolo dirigenziale, senza averne le competenze. In alcuni casi, tale persona può dimostrarsi capace e ottenere ottimi risultati, ma è davvero raro.
A dimostrazione il risultati del settore editoriale che sono poco incoraggianti (a essere buoni…).
Editore serio, dove sei?
Chi sogna di diventare scrittore cerca un editore serio per rendere la sua aspirazione realtà (ti consiglio anche di
leggere l’articolo Come presentarsi a un editore).
Se stai su questa pagina, significa che hai già compreso che il primo passo da fare, alla ricerca di una CE valida, passa proprio attraverso l’informazione.
La Rete è ricca di contenuti che potrebbero esserti utili, ma attenzione perché ormai le CE, anche quelle a pagamento, hanno capito la forza dei blog e dei forum, andando proprio ad acquisirli.
Il nome che mi salta subito alla mente è Writer’s Dream, un forum conosciuto da scrittori e aspiranti dove, un tempo, si potevano trovare aneddoti, racconti e vicissitudini su determinate realtà editoriali.
Si potrebbe andare sul sito della AIE (Associazione Italiana Editori), ma l’unico risultato concreto è di avere una listona in cui sono inseriti tutti gli “editori”, dalla Mondadori alla più infima azienda che spaccia copisteria spicciola per editoria!
Come riconoscere un editore serio: segnali da non ignorare
Capire se un editore è serio è fondamentale per ogni scrittore. Un editore affidabile non chiede contributi economici, non obbliga all’acquisto di copie e comunica in modo trasparente. Prima di inviare un manoscritto, è importante analizzare il suo sito web, valutare la qualità dei titoli pubblicati e osservare come si rivolge al pubblico.
Le case editrici che si rivolgono agli scrittori con slogan come “Hai scritto un libro? Ti pubblichiamo noi!” di solito puntano solo al guadagno. Un vero editore parla ai lettori, costruisce una linea editoriale coerente e lavora con tempi lunghi di selezione.
L’editoria seria si riconosce dal rispetto per il testo, dal contratto pulito e dall’investimento sull’autore, non dai corsi a pagamento o dalle promesse facili. Prima di fidarti, informati, leggi, confronta: la differenza tra pubblicare e farsi truffare è sottile, ma chi sa guardare la vede chiaramente.
Prima dell’invio di manoscritti
Sconsiglio sempre di mandare i propri testi a pioggia, il rischio maggiore è che qualcuno possa mandarti un contratto. E di fronte a dolci promesse diventa molto difficile rifiutare.
Il problema, come vedremo in seguito, è la realizzabilità e qualità delle suddette promesse!
Vediamo alcuni elementi più “semplici” che potremmo utilizzare per valutare un editore serio, o non serio:
- Il sito web. Non siamo tutti esperti di siti, SEO o Web-Copywriting, ma ormai credo che tutti possano farsi un’idea se una Home page è fatta bene o solo uno strumento per attirare l’attenzione. Controlla tutte le informazioni riportate (ad esempio P.IVA e Capitale sociale).
- Valuta con molta attenzione i testi già pubblicati. Se ad esempio sono di generi troppo disparati, e l’editore sarà per forza di cose piccolo, significa che non ha una linea editoriale, quindi NON è serio.
- Studia la comunicazione che fa. Un editore serio comunica per i lettori. Uno NON serio, al contrario, riempie il suo sito/social/pubblicità di slogan per gli aspiranti autori (es: hai scritto un libro? Vuoi pubblicarlo?).
- Gli editori veri, non vanno alla ricerca di ogni manoscritto possibile e, in caso, le attese sono spesso snervanti e lunghe (6-12 mesi).
- I famigerati corsi di scrittura sono un business importante, che porta alle CE molti soldi (a fronte di tanta fatica se i corsi sono seri, come quelli di Paolo Restuccia). Se un editore ne propone uno a settimana, o anche al mese, lo fa solo per guadagnare e attirare autori. Ma una CE, non dovrebbe farsi conoscere prima di tutto dai lettori? Diffidate di queste realtà.
Editore serio: occhio al contratto
Diciamo che dopo una attenta analisi hai trovato un editore che potrebbe sembrarti valido. Così invii il tuo romanzo e attendi. Dopo un tempo variabile (e sarebbe meglio lungo), ti arriva la missiva con un contratto di edizione.
Un editore serio propone un contratto in cui non ti obbliga all’acquisto di alcuna copia, spese di vario genere o alcuna forma di esborso da parte tua.
Se ciò dovesse accadere, ti ritroveresti di fronte a quella che, in termini aulici e tecnici, potremmo definire una “fregatura”. Tu sei l’autore del testo, hai già investito tempo e fatica, non devi pagare per una cosa per la quale, al contrario, dovresti guadagnare (in caso di vendite).
Lo so che potrebbe sembrare allettante, a prima vista, la possibilità di vedere finalmente il tuo testo trasformato in un vero libro. Ma è come barare, simile al fare le copie in copisteria e rivenderle a conoscenti, parenti e amici.
Se nessun editore serio mi pubblica, cosa posso fare?
Non c’è una risposta unica e tanto meno semplice. Il tuo testo potrebbe essere brutto, io stesso quando scrivo ho mille e più dubbi, mi metto in gioco, provo a migliorare. Non tutti sono fatti per essere autori (scrittori ancora meno), in pochissimi direi. Se vuoi diventarlo devi studiare e leggere moltissimi generi differenti.
Serve pazienza e soprattutto le spalle larghe per accettare i rifiuti e non farsi travolgere dallo sconforto. Però senza finire nelle mani di presunti editori che, in realtà, vogliono solo i tuoi soldi.
Per esperienza personale, il modo migliore è mettersi in gioco, e se hai un testo finito affidati per un editing del romanzo a professionisti competenti.
Se chiedono soldi non sono seri
Per essere ancora più netti: se ti chiedono una qualsiasi forma di contributo (come l’acquisto di copie), non sono editori seri, ma solo dei buffoni che vogliono lucrare sul tuo sogno di diventare scrittore.
Non ti pubblicano perché sei bravo, spesso non hanno neanche letto il testo! Sono più simili a copisterie molto costose: l’editoria a pagamento non è editoria. Chiunque scelga questa strada commette un errore, e nel 99% dei casi è perché nessun vero editore serio ha voluto pubblicarlo.
Se arrivi a questo punto, il nostro consiglio è di desistere e di fermarti. Affidati invece a persone di settore e ascoltale. Noi di PennaRigata offriamo il servizio di lettura in cui indichiamo se il testo è:
- pronto per una casa editrice,
- da cestinare,
- da editare.
Aggiungiamo alcuni chiarimenti ed eventualmente esempi per dimostrare e far capire il nostro punto di vista, se sei interessato puoi vedere la pagina servizio di lettura manoscritti.










Dicembre 1, 2025 alle 11:07 pm
Ho letto, trovo interessante le sue spiegazioni.
Ho un romanzo da valutare. Pero’ in questo periodo sono lontana dal mio domicilio e appena rientro, dopo una rilettura potrei inviarlo.
Cordiali saluti da
Santina Pasqui
Dicembre 2, 2025 alle 9:02 am
Certo, restiamo in attesa. L’indirizzo è info@pennarigata.it.
Gennaio 20, 2026 alle 8:10 am
Volevo sapere se sono seri Editoria Online Marco Rocca mi chiedono di pubblicare pagando anche a rate. Datemi un vostro pensiero.
Ringrazio infinitamente.
Pallavicini Alba Rosa
Gennaio 20, 2026 alle 9:00 am
Non possiamo dire se un editore nello specifico è serio o meno, rischieremmo una querela, le consiglio di leggere l’articolo sull’editoria a pagamento per trarre le sue conclusioni.
Febbraio 23, 2026 alle 1:01 am
Ho scritto e pubblicato finora tre romanzi. Il primo titolato “Una anguria chiamata estate”, gia’ pronto nel 2005, trovo’ pubblicazione nel 2023, quindi ben 18 anni dopo, grazie ad una agenzia letteraria romana, Babylon Cafe’, che dietro compenso di euro 400,00 intermedio’ con un paio di editori, finche’ non mi pubblico’ GDS Editore di Trezzo d’ Adda.
Penserete trattarsi di fuffa, forse, un romanzo spinto avanti come un somaro… MA in verita’ ottenne nel 2007 l’interessamento del regista Antonio Pupi Avati il quale, pur criticando il titolo, mi offri’ gratis una vera recensione critica elaborata e molto favorevole, sia riguardo all’ideazione e al costrutto narrativo, sia rispetto al linguaggio e allo stile.
Mi confesso’ di avere pensato di ricavarne un film.
SUCCESSO DI PUBBLICO : ZERO O QUASI.
Veniamo adesso al 2019. L’ editore Librati in Ascoli Piceno mi pubblica “L’ Acerba Vita”, sempre con il mio pseudonimo di Franco Cordiale.
Di li’ a qualche mese l’opera, già fatta valutare ancora inedita e con giudizi favorevoli dal Premio Calvino per inediti 2018 (con la critica di avere manifestato troppo marcatamente opinioni personali, tuttavia esplicitamente dichiarate, nella disamina della storia e del pensiero di Cecco d’ Ascoli cui il romanzo e’ stato dedicato) mi procura una convocazione da parte del comune di Ascoli a presentare il romanzo di persona in una pubblica manifestazione per celebrare il 750 anniversario della nascita di Cecco, personaggio coraggioso e controcorrente e non a caso bruciato sul rogo come eretico.
La conferenza e’ stata accompagnata da un docente di Letteratura dell’Universita’ di Macerata. Alla presenza di docenti liceali e di un inviato dalla Curia Vescovile.
NON CREDO FOSSE FUFFA neanche “L’ Acerba Vita”, ma quanto a successo di pubblico… QUOTA ZERO, a parte le copie acquistate dal sottoscritto e per la maggior parte regalate agli amici.
Veniamo ora al terzo flop, un romanzo scritto facendo tesoro delle esperienze gia’ avute con gli altri due.
“Le Confessioni di Vittorio” che continuo a pubblicizzare tra interviste e recensioni, affidandomi come per gli altri due a promoter, interviste, presentazioni in sedi pubbliche, potrebbe avere le caratteristiche di una opera di interesse, visto che tratta un tema inconfessabile per i piu’, il quale concerne la SESSUALITA’ DISFUNZIONALE MASCHILE.
Non mi limito a denunciare il problema attraverso vicende sia reali, sia molto verosimili, ma con realismo quasi zoliano, non esagero, scandaglio le piaghe sociali e culturali che lo hanno generato all’insegna del mito reichiano di una cosiddetta “RIVOLUZIONE SESSUALE” ed insieme chiamo in causa il tradizionale insegnamento cattolico, matrice dei comportamenti che conducevano per secoli all’altare uomini e donne.
Se i romanzi avessero ancora lo scopo per cui sono nati, un libro di questo genere non diverrebbe forse un best seller, tuttavia una certa NICCHIA DI LETTORI dovrebbe conquistarla, con quel tanto di pubblicita’ che ritengo debba meritare.
L’editore siciliano Kimerik me lo presento’ come opera molto valida e di “sicuro successo” su cui per altro si e’ lavorato con scrupolo in sede di editing.
Ma il risultato e’ quello solito: ZERO AL QUOTO. CIOE’ ZERO, a parte le solite quattro copie acquistate e per lo piu’ regalate.
IL PUBBLICO E’ INVISIBILE, cioe’ l’ invisibile ad esso sono io.
Non a caso Kimerik i libri li presenta. Il giorno dopo fu la volta di un trattatelo su come preparare i… CROSTINI TOSCANI AL PATE’ DI BECCACCIA… IL mio tempo di visibilita’ era gia’
scaduto…
CHE FARE, DUNQUE? Rassegnarsi al fatto che nelle “etadi grosse” (come le chiamava Dante) trasmettere esperienze valide con linguaggio appropriato sia solo fatica sprecata.
Il palcoscenico va lasciato agli AMMANITI, Carofiglio, Giordano, SAVIANO e ai beniamini del MAENSTREAM CHE LI intronizza nei salotti TV, meglio se di area “politically correct”… va riservato ad ogni romanzetto che parla di cornetti alla crema e di “colpi di spazzola prima di andare a dormire”?
Allora, cari amici che avete pazientemente sopportato LA mia lunga scrittura, fate una cosa. DITE ALLE MILLE AGENZIE LETTERARIE CHE SI FANNO PUBBLICITA’ SU INTERNET “alla ricerca di nuovi talenti” di PIANTARLA… SMETTERLA DI ILLUDERE LA GENTE, alimentando la massa dei frustrati e dei falliti.
Se non sei un “nome da salotto”… pubblicherai solo per l’ amico Ernesto e la zia Caterina.
Mi piacerebbe una risposta anche breve alla mia lettera. Gradirei che fosse pubblicata.
Grazie. Luigi Grossi (Franco Cordiale).
Febbraio 23, 2026 alle 9:38 am
Ci dispiace molto per la sua esperienza, per questo quando facciamo l’editing dei testi diamo agli autori tutto il nostro supporto per destreggiarsi (o almeno provarci), in ambito editoriale. Muoversi da soli, senza conoscere bene le dinamiche di settore può essere molto frustrante, “vendere” o meno è una scommessa tanto che alcuni ottimi romanzi non fanno più di 20 copie o addirittura rimangono inediti.
Febbraio 23, 2026 alle 2:35 pm
Innanzitutto La ringrazio per avermi risposto. Non succede spesso.
Ma allora come potrei agire? E’ chiaro che una pubblicita’ generalista che mischia DI TUTTO un po’, dal romanzo storico che tratta gli ultimi giorni di Napoleone o di Lenin al ricettario sulla cucina invernale del Molise, alle fantasmagorie dei fumetti giapponesi Manga o alle avventure amorose di Lady Diana, segrete ma non troppo… tratta qualsivoglia tema con identica superficialita’ e indifferenza, cosi’ come un tassista e’ indifferente alla destinazione del cliente, purche’ esso lo paghi. Gli algoritmi sono il dio della comunicazione odierna, al pari dei “suggerimenti” e delle raccomandazioni.
Cerco ambiti culturalmente affini al mio pensare e al mio scrivere. In genere presenti in area cattolico-tradizionale, ma anche questo diventa in fondo uno stereotipo perche’ “lo Spirito soffia dove vuole”.
Unica persona che mi ha corrisposto apertamente con un minimo di pubblica risonanza e’ stata la “eretica” dottoressa Silvana De Mari, radiata dall’ordine dei medici di Torino per le sue critiche alle vaccinazioni obbligatorie contro il COVID tristemente famoso.
Per il resto soltanto “fuochi di paglia” che non producono risultati di alcun tipo.
Bisogna sapersi agganciare alle nicchie giuste, dove potremmo venire ascoltati, capiti, magari anche apprezzati.
Chiudo con la risposta di Don Abbondio ai bravi (nemmeno io al pari di lui sono mai stato un cuor di leone) : “SE lor signori mi sapessero suggerire…”
Febbraio 23, 2026 alle 3:39 pm
Come avrà sicuramente letto, noi siamo solo degli editor, ci interfacciamo poco con il sistema editoriale per evitare di venirne risucchiati e triturati. Se “aiutassimo” ogni persona che ce lo chiede, ipotizzando una nostra influenza che è lontana dalla realtà, trascorreremo le giornate a rispondere a email e messaggi, e non possiamo permettercelo. La ringraziamo per averci scritto e le auguriamo il meglio. Un caro saluto.