Lo stile di scrittura è così importante?

Lo stile di scrittura è importante oppure passa in secondo piano di fronte a una storia bellissima?

C’è una frase che ritorna con una puntualità disarmante, soprattutto tra aspiranti autori che hanno un’idea a cui tengono: “se la storia è buona, il modo in cui è scritta diventa secondario”.

È una convinzione romantica, sembra affermare che la sostanza conti più della forma, che l’immaginazione sia la vera forza motrice e che il lettore sappia andare oltre la frase storta pur di arrivare al cuore del romanzo. La doccia fredda arriva nel momento in cui si osserva il sistema reale in cui quel manoscritto dovrebbe entrare.

Lo stile di scrittura e le due anime della narrativa

La narrativa ha due anime che convivono senza mai fondersi, una nasce dall’urgenza emotiva di raccontare mentre l’altra appartiene al mondo reale in cui quel racconto deve fare i conti con il rischio d’impresa.

La prima è romantica, istintiva, persino poetica, e regge l’autore nei mesi in cui scrive senza sapere se qualcuno leggerà mai davvero quelle pagine; la seconda è fredda, operativa, e decide se quel manoscritto diventerà un libro, perché l’editoria, anche nelle realtà più appassionate e piccole, resta un mestiere che deve sostenersi.

Tenere insieme queste due anime non significa tradire l’arte, significa darle una possibilità concreta di arrivare al lettore senza essere schiacciata dal peso dell’improvvisazione. Non è una questione di cinismo morale, ma di sopravvivenza, un editore che sbaglia in sequenza smette di esistere e, senza editore (o agenzie letterarie), il manoscritto resta un affare privato.

La casa editrice è un’azienda, anche se ama i libri

La prima realtà da accettare è banale e, proprio per questo, viene negata: una casa editrice è un’azienda. Anche la più piccola gestita da persone gentili e appassionate, resta un’impresa che paga:

  • affitti,
  • tipografie,
  • grafici,
  • distributori,
  • promozione,
  • anticipi,

Se sbaglia un libro, perde denaro e credibilità.

Un errore può essere assorbito, due consecutivi diventano un campanello d’allarme, una sequenza di titoli che non rientrano dei costi tende a trasformarsi in una crisi economica con il rischio concreto di fallire.

Ogni libro è una scommessa

In questo quadro ogni libro è una scommessa che, per restare sostenibile, ha bisogno di costi controllabili. Qui entra in scena la questione che molti autori sottovalutano, la più concreta e la più implacabile, cioè il tempo di lavorazione editoriale.

Un manoscritto richiede un certo numero di ore tra:

  • lettura,
  • valutazione,
  • eventuale confronto,
  • editing,
  • correzione bozze,
  • revisione finale,

Queste ore hanno un costo, anche se non compare in una fattura visibile all’autore. L’editore ragiona per limiti, oltre una certa soglia il libro diventa antieconomico, a prescindere dalla bontà dell’idea.

Perché un esordiente non può permettersi un editing massivo

Esistono eccezioni, e vale la pena nominarle senza mitizzarle. Un autore già noto, con un pubblico consolidato, può consegnare un testo problematico e ottenere un lavoro editoriale enorme, perché il nome riduce il rischio e rende l’investimento razionale.

Un esordiente non offre garanzie di vendita, quindi l’editore non può sobbarcarsi lo stesso azzardo, anche se l’idea ha potenziale, perché richiederebbe un costo non giustificabile. In questa situazione il rifiuto non è un giudizio sulla tua persona, è una valutazione sul rapporto tra lavoro richiesto e probabilità di rientro.

Prima di cambiare editore, individua il problema reale

A questo punto molti autori scelgono la strada più istintiva: inviare il manoscritto altrove, a un’altra casa editrice, ricominciare il giro e accumulare rifiuti. Si convince che il mercato sia chiuso o governato da logiche opache.

Prima di imboccare questa spirale conviene fermarsi, perché un rifiuto non è un verdetto esoterico, è un segnale che va interpretato con freddezza. Può darsi che la linea editoriale non sia adatta al genere o al taglio del romanzo. Potrebbe anche darsi che abbiano già un titolo simile in catalogo o che il momento non sia favorevole, e queste variabili vanno considerate senza vittimismo.

Nella maggioranza dei casi il problema è lo stile di scrittura, ecco una “buona” notizia

Nella stragrande maggioranza dei casi, il problema è più vicino e più risolvibile, e riguarda lo stile. Non “stile” inteso come personalità artistica, ma come:

  • competenza di prosa,
  • controllo della frase,
  • gestione del ritmo,
  • precisione dei dettagli,
  • naturalezza dei dialoghi,
  • capacità di far funzionare una scena senza appoggiarsi a spiegazioni.

Può essere duro da digerire, soprattutto per chi ama la propria idea, ma è anche la migliore notizia possibile. Un’idea debole è difficile da salvare senza cambiare identità al romanzo, mentre lo stile si allena e migliora con metodo.

Che cosa intende un editore per testo “non pronto”

Un manoscritto acerbo spesso comunica in modo indiretto. Nei casi peggiori tende a:

  • appiccica etichette emotive al posto di farle vivere in scena (es: mancanza dello Show don’t tell),
  • ripete la stessa struttura sintattica per pagine intere,
  • si affida ad avverbi e aggettivi generici,
  • costruisce dialoghi artificiosi,
  • inserisce descrizioni scollegate dal punto di vista.

L’editore serio, davanti a un testo simile, non pensa “manca l’idea”, ma che “servono troppe ore di lavoro per renderlo pubblicabile”.

Lo stile di scrittura non è un optional

Se vuoi aumentare davvero le probabilità di essere preso in considerazione, non serve inseguire strategie di invio o formule di presentazione, ma consegnare un testo pronto.

In editoria, viene concessa soltanto a ciò che dimostra di poter stare in piedi da solo, con una prosa già presentabile e un ritmo che regga senza stampelle. Per questa ragione offriamo un servizio di editing che ha portato, lo dicono i fatti, tantissimi autore a vedere il loro romanzo pubblicato (vedi: Gli ultimi nati).

Se invece vuoi prima capire se il tuo testo ha delle buone basi, puoi usufruire del servizio di lettura manoscritti (che dà anche diritto a un forte sconto per un eventuale editing del romanzo).

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