Costruire un personaggio è un lavoro sporco. E va fatto bene

Creare la scheda del personaggio di un romanzo è un lavoro impegnativo ma fondamentale per la pubblicazione. Molti romanzi, magari ben scritti e con un’ottima trama, non vengono pubblicati o scelti dalle agenzie letterarie perché il protagonista e l’antagonista sono privi di spessore, noiosi e poco credibili.

Che tipo di autore sei quando elabori una scheda personaggio?

Durante l’editing del romanzo faccio spesso domande apparentemente casuali, del tipo:

  • Qual è il suo colore preferito?
  • Cosa ha studiato?
  • Il film che ama di più?
  • Che genere di cucina predilige?
  • Pratica qualche sport?
  • Libro preferito?
  • …e tante altre.

Di solito le risposte che danno sono di 3 tipi:

  1. Non lo so, ma…
  2. Dicono qualcosa, ma dopo averci pensato.
  3. Solo in rarissimi casi sanno già cosa rispondere.

Il punto 1. significa, ovviamente, che l’autore non ha la minima idea di come sia – nel profondo – un suo personaggio. Il 2. che lo conoscono senza averlo individuato appieno, anche nel romanzo questa sua scarsa consapevolezza verrà trasmessa in modo non confuso e poco coerente. Se invece hanno elaborato preventivamente una scheda personaggio, si troveranno nel gruppo 3., ma è raro che accada.

Perché è importante avere una scheda personaggio per il tuo romanzo

Per non fare casini. Ti assicuro che in tanti anni di lavoro come editor e autore, in ogni testo che ho trovato c’erano incoerenze importanti che riguardavano protagonista e simili. Per quanto fossero piccoli elementi, rompeva la sospensione dell’incredulità catapultandomi fuori dal romanzo.

Coerenza fisica

Se non hai una memoria strepitosa, rischi di mischiare e confondere le caratteristiche fisiche dei personaggi. Tante volte mi è capitato di leggere di caratteristiche fisiche che cambiavano senza ragione nell’arco di due pagine.

Quanti mori sono diventati castani, per non parlare degli abusati occhi verdi che diventavano improvvisamente azzurri senza spiegazione logica se non la mancanza di attenzione da parte dell’autore. I valutatori delle case editrici sono attenti anche a dettagli che, magari per alcuni neofiti, possono sembrare di poco conto perché facili da correggere.

Ma il problema è più profondo perché mostra una mancanza da parte dell’autore che potrebbe, e di solito lo fa, inficiare anche l’evoluzione psicologica del personaggio per cui non c’è un facile rimedio (ossia, non basta scrivere verde al posto di azzurro).

Profondità psicologica e back‑story

A questo punto ci si ritrova un bel romanzo di 302 cartelle editoriali con un protagonista (o antagonista) che non ha una crescita (o magari anche decrescita) psicologica, ma con sbalzi d’umore e un’etica altalenante come le montagne russe Falcon’s Flight (le più alte al mondo).

Un romanzo, in linea di massima, dovrebbe raccontare una serie di eventi vissuti da uno o più protagonisti, che li portano a un cambiamento del loro modo di essere e vedere le cose: in pratica fanno delle esperienze.

Un percorso pieno di insidie, fisiche e psicologiche, concatenate tra di loro come il modo con cui reagisce, si comporta o affronta gli ostacoli che la storia gli mette contro. Servono coerenza, equilibrio e una buona conoscenza del personaggio e delle meccaniche psicologiche che lo accompagnano.

Per definire un individuo si devono conoscerne paure, gusti, limiti, difetti e punti forza. Non  basta dire che è un commissario a cui è morta la moglie in un incidente per colpa di un ubriaco e ora lui si è lanciato nel lavoro per dimenticare. 

Arricchire la scheda di un personaggio permette di rendere unico e credibile anche un cliché ambulante come quello appena descritto.

Cosa includere nella tua scheda personaggio del romanzo

Se vuoi elaborare una scheda del personaggio non ti lanciare subito nell’analisi psicologica ed emotiva. Avere un’idea di chi sia e di quale sia il suo pattern emotivo di base è essenziale, ma meglio mettere tutto nero su bianco.

Inizia con:

  • Dati anagrafici e fisici (nome, età, aspetto). Inserisci ogni cosa che ti viene in mente (es. nato a Cambridge ma vive da sempre a Pavia e non ha mai viaggiato). Ricorda di descriverlo minuziosamente, quindi dal numero di scarpe al colore dei capelli. Dal modo di camminare allo stile di abbigliamento che predilige).

  • Personalità, tratti caratteriali, difetti e virtù. Dipende dal tipo di personaggio, se è un serial killer sarai costretto a decidere di cosa soffre, dei disturbi della personalità di cui è afflitto e di come, per esempio, è stato curato (e perché non ci sono riusciti).

  • Background e motivazioni. Non intendo solo l’infanzia, anche se è quando nascono la maggior parte delle malattie mentali o disturbi in generale, ma anche l’adolescenza fino ad arrivare all”età del personaggio nel romanzo. 

  • Valori, conflitti interni. Sapere come il suo percorso ha portato alla nascita di valori e conflitti (personali, morali o anche fisici). Iconflitto è essenziale in ogni storia, l’autore dovrebbe conoscerne la genesi per poi usarlo per far avanzare la narrazione. Mettere i suoi valori in attrito con le scelte che deve compiere (es. uccidere l’assassino di tre persone, oppure consegnarlo alla giustizia?).

Le relazioni devono essere chiare e ben delineate

Pensare di scrivere un romanzo con relazioni tra i personaggi non ancora delineate è come andare di notte, nella nebbia e senza luce lungo una stradina di montagna. Potresti anche avere la fortuna di raggiungere la tua destinazione, ma non si tratterebbe di una scelta consapevole.

È essenziale appuntarsi sulla scheda che tipo di relazioni ci sono tra i vari personaggi della tua storia. Non basta scrivere “ex” o “amici”, vai sullo specifico indicando come è nata quella tipologia di relazione, cosa ha comportato e che in quali sviluppi della storia sarà utile (nel bene e nel male).

Stessa cosa va fatta anche per i personaggi meno importanti, non basta farlo tra i coprotagonisti e il cattivo di turno. Creerai così una rete di relazioni utile ma anche molto realistica che potrebbe offrirti spunti imprevisti da aggiungere al romanzo.

Scheda personaggio ed evoluzione: come cambia l’arco narrativo nel tempo

L’evoluzione dell’arco narrativo non segue schemi fissi: è un corpo vivo, cambia nel tempo perché cambia chi legge, chi scrive, e il modo in cui percepiamo il mondo. Prima bastavano il viaggio dell’eroe e la parabola classica dell’ascesa e caduta, oggi abbiamo bisogno di un’introspezione diversa, più sfumata, dove la crescita è sottile, spesso nascosta nelle crepe di un personaggio imperfetto.

Non è una questione di mode, ma di empatia e sensibilità. Il lettore cerca storie in cui riconoscersi, percorsi narrativi che rispecchino la complessità quotidiana, la fatica delle scelte ordinarie, non più solo battaglie e catarsi grandiose. Per questo oggi un arco narrativo efficace è fluido, si adatta e respira insieme alla contemporaneità diventando specchio del nostro tempo.

Scarica qui una scheda del personaggio nel romanzo 

Puoi scaricare una scheda personaggio di base ai link qui sotto:

Anche gli autori affermati mettono su un file o su un quaderno le loro intuizioni, ma spesso seguono un metodo molto semplice per evitare incongruenze che a catena rischierebbero di far deflagrare l’intero manoscritto.

Prima della scrittura c’è la consapevolezza, lo so sembra molto una storiella Zen, eppure è uno dei metodi più efficaci per scrivere bene perché libera dalla preoccupazione di doversi ricordare ogni dettaglio.

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