Alessandro Orlandi, romano, non è solo l’editore della bellissima e preziosissima (uso apposta i
superlativi) casa editrice La Lepre, ma è anche un musicista pluripremiato, un critico e uno scrittore.
Noi siamo qui a intervistarlo perché, con il passaggio a questo nuovo infausto millennio e il definitivo decesso del vecchio mondo, il nuovo sembra fagocitare ogni cosa bella si opponga al suo incedere malefico. La Lepre edizioni, anche se nata nel 2007, e quindi ai primi vagiti del nuovo millennio, è a rischio chiusura e noi non vogliamo che una cosa simile accada.
Le difficoltà della piccola editoria
AAS – Alessandro, raccontaci cosa sta succedendo.
AO – Cose belle, ma anche cose difficili da affrontare.
Tra le belle cose, come al solito i progetti per il futuro: Carolina Vincenti ha appena pubblicato con noi Fantasmi romeni, una serie di 10 biografie di esuli romeni tra XIX e XX secolo, tra cui Mircea Eliade, Ioan Petru Culianu, Constantin Brancusi ed Emil Cioran, l’anno prossimo il grande assirologo e orientalista Claudio Saporetti pubblicherà con noi un saggio interessantissimo sulle concordanze tra la vicenda del Messia e una serie di tematiche che precedono di millenni la sua nascita, che emergono dalla decifrazione delle tavolette cuneiformi.
La Lepre ha acquisito inoltre come collana una casa editrice, La Biblioteca di Orfeo, che pubblica raffinati testi di letteratura e storia dell’arte e tutti i titoli di questa casa editrice faranno parte del nostro catalogo. Tra le
dolenti note, invece, la crisi della:
- promozione,
- distribuzione,
- delle librerie e
- dei giornali,
che si riflette pesantemente sulle vendite e sul nostro bilancio. Fino a qualche anno fa potevamo contare su un meccanismo “virtuoso”: qualche mese prima dell’uscita di un libro il nostro distributore/promotore provvedeva a informarne le librerie di tutta Italia con agenti che le visitavano illustrandone la scheda.
Ogni libraio ne prenotava un certo numero di copie, da cui scaturiva la tiratura. In seguito, grazie a giornali, radio e TV e al nostro Ufficio Stampa, il libro veniva ulteriormente richiesto dalle librerie, fino a coprire le spese di stampa e realizzare un guadagno.
Mentre la promozione attraverso i social e l’acquisto on line attraverso Amazon, IBS, ecc. hanno gradualmente sostituito la promozione tradizionale e la vendita nelle librerie, quasi tutte in affanno economico, i promotori spediscono le schede via email anziché attraverso i loro agenti, con il risultato che i librai ricevono migliaia di schede che non leggono nemmeno, privilegiando, autori già noti, influencer, attori, personaggi legati alla cronaca. Il risultato è un graduale inabissarsi della qualità dei libri che “si vendono”, e una diminuzione drastica dei lettori.
Dai dati della Associazione Editori Italiani risulta che tra il 2023 e il 2024 ci sono stati quasi un milione di
lettori in meno, dato significativo se si pensa che in Italia già si leggeva pochissimo.
I risultati de La Lepre
AAS – Di libri fondamentali che avete fatto uscire ne ricordo a memoria un paio, “La pazzia di Dio” di Luigi De Pascalis e “Ipazia” di Adriano Petta che ho anche avuto l’onore di intervistare in radio anni fa. Ce ne puoi ricordare altri?
AO – Certo, siamo arrivati a pubblicare circa 230 titoli e ce ne sarebbero moltissimi da ricordare. Tra quelli premiati o pluripremiati si distinguono i romanzi storici, vorrei citare Notturno bizantino di Luigi de Pascalis (premio Acqui 2016), un romanzo avvincente che racconta l’assedio di Costantinopoli nel 1453, Calma e quieta è la notte di Vittorio de Martino (premio Zingarelli 2020), un racconto degno delle Mille e una notte ambientato nel 1566 in una Ungheria minacciata dall’esercito di Solimano il Magnifico, L’oscura allegrezza di Manuela Diliberto (premio Zingarelli 2018), un affresco della Roma di inizio Novecento e delle tensioni politiche che la agitavano, Diario dell’ultima notte di Mauro Mazza (premio Acqui 2022), sullo scontro finale tra Galeazzo Ciano e Benito Mussolini, che si concluderà con l’esecuzione di Ciano per alto tradimento, Anja la
segretaria di Dostoevskij di Giuseppe Manfridi, (premio Dostoevskij 2021 e premio letterario Città di Como 2020), che racconta il rapporto tra il grande scrittore e la sua giovanissima segretaria, destinata a diventare sua moglie, La mantella rossa, di Domitilla Calamai e Marco Calamai de Mesa (Premio Capalbio 2017 e premio Ius arte libri 2025), con una trilogia ambientata nel XV e XVI secolo tra la Spagna, l’Italia e le isole Canarie, Claudio Giovanardi con Voci da casa Pascoli (premio Minturnae 2025) ci offre una panoramica sulla vita del grande poeta e sui personaggi che lo circondavano, Pietro del Re con Giallo umbro (premio Portus 2013), ci trasporta nella magica e misteriosa campagna umbra.
Tra i saggi più interessanti ricordo Intelligence quo vadis di Paolo Salvatori, che racconta la storia degli ultimi 80 anni dal punto di vista dei servizi segreti, L’enigma d’amore nell’Occidente medievale di Annarosa Mattei, sulla “rivoluzione” dell’amor cortese, i trovatori e la breve rivoluzione che segnò il XII secolo, Alessandro Magno e gli asceti indiani di Eugenio Lo Sardo, che ci racconta una parte poco conosciuta della vita del macedone e l’incontro tra la sapienza greca e quella indiana e i romanzi dell’astrofisico francese Jean Pierre che, tra scienza e narrativa, ci affascinano con gli aspetti meno noti delle vite di Galileo, Newton, Keplero.
In particolare, in Storie straordinarie e insolite di astronomi – l’autore ci fa riscoprire l’importanza e l’originalità di alcuni scienziati di cui il grande pubblico spesso ignora perfino l’esistenza. Last but not least i libri riguardanti la storia delle religioni, la storia e il significato dei simboli e la tradizione ermetica, come, ad esempio, Alle origini del labirinto di Gioacchino Chiarini, pubblicato nella collana La Biblioteca di Orfeo.
Alessandro Orlandi e l’editoria attuale
AAS – Come descriveresti la situazione del settore editoriale attuale?
AO – Si tratta di una situazione in rapida evoluzione e di saper rispondere a domande chiave quali: “come promuovere un libro destinato a vendere soprattutto on line attraverso le piattaforme?” – la cui risposta ovvia sembra essere – “attraverso i social media”.
Ma in Italia vengono pubblicati circa 80.000 libri l’anno di cui solo una piccola frazione supera le 60 copie vendute (alcuni vengono comperati solo dalla mamma e dalla nonna dell’Autore…), e tutti e 80.000 finiscono sul web.
Come differenziarsi e come individuare e/o segnalare la qualità in una situazione in cui il nome delle case editrici non è più percepito come una garanzia o quasi? Temo di essere giunto alla conclusione che per sopravvivere un piccolo editore dovrebbe vendere solo on line (il distributore, che serve le librerie, trattiene il 60% del prezzo di copertina di ogni libro, e soltanto per rientrare delle spese di produzione di un libro il titolo dovrebbe vendere almeno 500-600 copie), con piccole tirature e frequenti ristampe, e provvedere da sé a quasi tutta la filiera di produzione (editing, correzione bozze, impaginazione, grafica, stampa, eventuale traduzione).
La Lepre edizioni, che ha puntato fin dall’inizio sulla qualità dei suoi libri in ogni loro aspetto, è gravemente penalizzata da questo stato di cose.
L’ultimo romanzo
AAS – Raccontaci anche del tuo nuovo libro, “Amor sacro e Profano” (Stamperia del Valentino)
AO – Il mio libro tratta del mito di Amore e Psiche così come ci viene raccontato da Apuleio nell’Asino
d’oro. Dopo un breve excursus sulla vita e l’opera di Apuleio, passo in rassegna le varie interpretazioni del mito di Cupido e Psiche e le fortune del culto della dea Iside in un arco di tempo di quasi duemila anni, un culto che viene quasi “reinventato” dopo il XVII secolo.
Quel che potrebbe differenziare il mio da altri saggi sullo stesso argomento è che prendo le distanze da ogni
interpretazione meramente psicanalitica del mito a favore di una sua rilettura esoterica e misteriosofica, soprattutto per ciò che riguarda le quattro prove affrontate da Psiche. Pongo a me stesso – e al lettore – tre domande:
- È possibile che il mito di Amore e Psiche fosse raccontato ai neofiti durante le iniziazioni
isiache? - Che differenza c’è tra la sua interpretazione psicanalitica e quella esoterica? A questo proposito, cerco di mettere in luce come alle innumerevoli interpretazioni psicanalitiche del mito manchi un punto essenziale: la trascendenza.
- In che modo il mito di Amore e Psiche – e in particolare le quattro prove che Psiche deve superare – parlano all’uomo contemporaneo?
Una chiave fondamentale per cercare di rispondere alle tre domande è l’ammonimento iniziale di Eros/Cupido a Psiche: “Non videbis si videris”, cioè “se mi guarderai con occhi mortali e profani, poi non potrai più vedermi”.
Per Apuleio esiste un mondo invisibile e trascendente accanto a quello visibile, attingibile solo da chi abbia attraversato la trasformazione interiore di cui il mito di Eros e Psiche è allegoria. Chi volesse cercare di comprendere il mistero della vita servendosi solo della propria razionalità sfugge l’essenziale.
Il libro è corredato da una prefazione di Adriano Ercolani, da una postfazione di Marina Mattei, sulle fortune del mito di Amore e Psiche nella storia dell’arte e dalle 32 incisioni del Maestro del Dado.
Come si esce dal disfunzionalismo editoriale
AAS – Un augurio per la Lepre. Come se ne esce dal disfunzionalismo editoriale? (così lo definisco io).
AO – A questa domanda credo di aver risposto in parte già in precedenza: dal punto di vista globale
privilegiando la qualità sulla quantità, scoraggiando le fughe in avanti dell’ego degli autori improvvisati (e questa è una responsabilità degli editori). Ma, in un’epoca in cui è facilissimo produrre libri a proprie spese per poi metterli on line promuovendoli nell’ “Hide Park Corner” dei social, la cosa non sembra facile.
Certo, se le case editrici fossero valorizzate e aiutate dallo Stato, come avviene ad esempio in Francia, la tentazione di pubblicare valanghe di libri a pagamento a discapito della qualità diminuirebbe sicuramente.
L’altro aspetto per venire a capo della disfunzionalità editoriale è ancora sfuggente e difficile da mettere a fuoco: rinunciare alla distribuzione, alle librerie e alla promozione tradizionali e vendere solo on line? Ma in questi tempi di rapidi mutamenti comprendere come promuovere un libro di qualità attraverso i social senza
scadere nella banalità, nelle trite formule da influencer, nella volgarità, nell’esaltazione della personalità dell’autore a scapito delle qualità del libro che ha scritto non è ancora evidente.
Intervista ad Alessandro Orlandi
di Adriano Angelini Sut










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