Scheda di valutazione del romanzo, secondo noi

La scheda di valutazione del romanzo è uno strumento che dovrebbe aiutare l’autore per migliorare e crescere. Chi le fa sostiene che siano uno strumento essenziale per migliorare il proprio romanzo. Per elaborarle è necessaria una profonda conoscenza delle tecniche narrative e della struttura di un testo.

A farle sono per lo più le agenzie letterarie, quindi aziende (di questo si tratta), il cui compito dovrebbe essere di fare scouting – quindi cercare autori – e proporli alle case editrici. 

Poi ci sono le agenzie editoriali il cui lavoro è:

  • editare romanzi,
  • fare i ghostwriting,
  • correzione bozze.

La loro “missione aziendale” è di migliorare (a volte scrivere) testi che gli autori vorrebbero migliorare per poi proporli agli editori.

Agenzie letterarie ed editoriali hanno quindi, in teoria, dei compiti ben delineati. Allora perché alcuni si mettono a fare delle schede di valutazione (a costi esorbitanti)? Per guadagnare!

Come vedremo nell’articolo, fare una scheda di un testo di 200 cartelle editoriali è molto efficiente dal punto di vista economico. Con poche ore di lavoro si guadagnano parecchie centinaia di euro senza dare un vero beneficio all’autore.

Se le schede di valutazione fossero davvero utili, il loro costo avrebbe un valore soggettivo, ma il problema è che non servono quasi a nulla tranne ad arricchire chi le fa.

Ci rifiutiamo di farle

Noi di PennaRigata non le facciamo, non perché non siamo in grado (spero), ma perché non crediamo nella loro utilità. Il costo è troppo spesso elevato soprattutto per i benefici che, per noi, sono marginali.

Alcuni “errori” possono essere indicati ed eliminati, da parte dell’autore, con successo. Ma si tratta spesso di cose marginali che non incideranno più tanto. Meglio eliminare tali difetti, il fatto è che si spendono cifre elevate per farsi dire che si usano troppi dimostrativi o pronomi possessivi.

Una scheda di valutazione comporta:

  1. un’attenta lettura,
  2. l’elaborazione della scheda, di solito varia dalle 8 alle 12 cartelle editoriali (ultimamente ne leggiamo molte di 2-3 paginette) . Ci sono spiegati i punti di forza e di debolezza del manoscritto e alcuni consigli per migliorarlo. Purtroppo, in tutte quelle che ho letto, le prime 4-5 pagine sono una sinossi lunga del testo. Come dire: ti racconto ciò che hai scritto.

Le tempistiche per elaborarla sono abbastanza brevi, di solito in funzione della lunghezza del romanzo. Ma spendere 300-500 euro per 10 pagine a noi sembra esagerato. Magari sbagliamo…

Chi le fa dirà che dietro c’é un grande lavoro, che devono prima leggere l’intero testo appuntandosi tutti gli errori e difetti per poi elaborare un’intera scheda che sia utile e ben strutturata. Siamo certi che la maggior parte di coloro che le fanno siano persone preparate e che siano in grado di vedere le criticità dei testi.

Purtroppo il problema non sono tanto loro, quanto lo strumento che propongono (la scheda di valutazione), che non offre all’utente finale grandi benefici o almeno non commisurati a quanto spendono. Potrebbero, investendo poco di più, lavorare con un buon editor e imparare tantissimo.

Chi offre il servizio di scheda di valutazione del romanzo

Ormai il 99% delle Agenzie Letterarie vendono questo servizio.

Gli agenti di cosa si occupano, allora?

Bella domanda, in teoria dovrebbero cercare case editrici interessate ai lavori del loro assistito e provare a vendere i diritti dei romanzi spuntando le condizioni migliori. 

Ancora prima ci dovrebbe essere il lavoro di scouting: la ricerca di scrittori validi, o potenzialmente interessanti, da prendere in scuderia per farli crescere.

Anche in questo caso stiamo parlando di un mondo perfetto.

Anni fa, alcune agenzie di editing, si sono rese conto che editare un romanzo era faticoso (poveri cuccioli), hanno spremuto le loro fantasmagoriche meningi per dare vita alla scheda di valutazione a pagamento! E le agenzie letterarie, rendendosi conto dei lauti guadagni, si sono accodate.

Costi e tempistiche

Il costo di un editing può variare dalle 800 fino ai 3.000 euro (anche se di media si aggira intorno ai 1.200), per un lavoro di 1 mese, 8 ore al giorno. Stiamo parlando di ricavi al limite della sussistenza! 

Una scheda di valutazione, invece, ha un costo medio di 400 euro per un impegno di 4-5 giorni. Fa da sé che è molto più conveniente fare in un mese 5 schede piuttosto che un editing (lavorando e faticando molto di meno).

Moltissime agenzie letterarie, con la scusa dello scouting, concedono la lettura del testo + scheda, alla modica cifra appena vista. In pratica dicono: pagami per leggere il tuo testo. Le 10 paginette non sono altro che una scusa, un abbellimento per far credere all’autore di aver comprato una consulenza e non una possibilità.

La maggior parte degli autori sono convinti di aver scritto un ottimo romanzo pronto per la pubblicazione con Mondadori. Così accettano di pagare una “tassa” che a noi sembra più un ricatto, certi che, una volta letto dall’agente di turno, gli verrà proposto un contratto di agenzia.

Questa è una grande stortura imprenditoriale: le agenzie dovrebbero, essendo tali, cercare loro potenziali talenti nel mare infinito dei troppi sedicenti scrittori, e fargli una proposta commerciale, facile no?

Invece obbligano gli autori a pagare per avere la possibilità di essere presi in considerazione. Il rischio imprenditoriale, per quanto ricordo dai miei studi, non dovrebbe essere a carico dell’imprenditore (agenzia, in questo caso)?

Le scheda di valutazione del romanzo servono a qualcosa?

Le storture del sistema sono chiarissime, come i costi, ma ci sono dei benefici?

Se parli con chi le schede le fa, ti dirà che sono incredibilmente utili e così ben strutturate da aiutarti a trasformare la schifezza che hai scritto in un best seller internazionale.

Non lo dicono in modo così palese, ma lasciano intendere che avrai importanti benefici. Perché loro ti mostreranno i punti critici e gli errori che commetti, facendoteli capire e permettendoti così una crescita importante.

A noi, ma forse siamo prevenuti, ci sembrano solo le parole di un incantatore di marmotte! Ma per essere certi di non giudicare con troppa cattiveria le schede di valutazione, abbiamo chiesto a molti editor freelance e, tutti loro, hanno per lo meno storto il naso sulla validità di questi strumenti.

Se fatte bene (c’è qualche povero diavolo che ci si impegna davvero, sia chiaro), possono dare una mano, ma non di più. Un romanzo non è un oggetto statico, ma in continua evoluzione e modificarne un elemento (come un personaggio o una scena), porterà degli echi in tutta la storia di cui dovrai rendere conto.

Quando un testo viene editato, non si correggono solo refusi, errori o difetti stilistici, ma si aiuta la storia a venire fuori per essere più chiara ed emozionante. Non è che una volta editata una parte, la si mette via, è un processo continuo.

Ci capita spesso che, una volta apportate delle migliorie, lo stesso autore si sia reso conto che sarebbe dovuto tornare indietro (o avanti) nel testo, e fare altri cambiamenti. Come puoi riuscirci con una scheda di valutazione “statica”?

Dipende da chi le fa, ma anche da chi le riceve

Come detto la maggior parte delle scheda di valutazione che abbiamo letto non ci hanno convinti. Forse perché abituati a uno strumento, l’editing, molto più utile. 

La maggior parte sono formate da alcune paginette di riassunto e una serie di altre considerazioni che, nella migliore delle ipotesi, sembrano scopiazzate da qualche manuale di scrittura creativa di serie b. 

Poi ci sono alcuni che fanno schede utili e che analizzano in profondità il romanzo, dando anche consigli validi per migliorarlo. Ciò accade di rado, molti nostri autori, prima di sceglierci, si sono fatti fare le schede (anche da agenzie rinomate) che poi ci hanno inviato per mostrarci quanto erano state inutili.

Però gli autori non sono, anche per nostra esperienza personale, le persone più umili e obiettive al mondo. Guai a dire loro che hanno commesso un errore, che l’antagonista è mal caratterizzato o dargli consigli su come scrivere i dialoghi.

Per quanto le schede siano strumenti che noi non apprezziamo, soprattutto per il rapporto utilità/costo, sono fatte da persone di settore che, in teoria, ne sanno di più di un neofita. Quindi sarebbe saggio, se si richiede tale servizio, leggere le critiche con la massima umiltà, senza aspettarsi – come capita quasi sempre – solo lodi.

Se vuoi una scheda, aspettati critiche.

Se vuoi un editing, aspettai un massacro.

Conclusioni sulla scheda di valutazione del romanzo

schede di valutazione

Non sono il massimo, ormai il nostro pensiero è chiaro, però possono essere un primo passo per in iniziare a rendersi conto dei motivi per cui il romanzo viene rifiutato da tutti.

A nostro avviso, hanno un costo esorbitante in funzione dell’utilità che offrono.

Se ci si riflette bene, l’editing del romanzo costa poco più del doppio, ma è anche:

  • un vero e proprio corso di scrittura narrativa,
  • vengono mostrati, su file, tutti i difetti e limiti di un testo con relative correzioni sulla pagina,
  • puoi confrontarti quante volte vuoi telefonicamente con l’editor,
  • chiedergli chiarimenti e spiegazioni,
  • proporre il tuo punto di vista per analizzarlo insieme.

Editing batte scheda 3 a 0. 

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