Esistono libri per imparare a scrivere e diventare dei grandi autori ammirati da critica e pubblico? Sembra strano ma la risposta è un sì! Com’è possibile che nessuno ne parli o li proponga, in modo particolare durante i corsi di scrittura o nelle schede di valutazione fatte dalle agenzie letterarie?
I libri che insegnano a scrivere non esistono, ma ti cambiano lo stesso
Dietro la domanda “esistono libri per imparare a scrivere?” si cela un profondo scetticismo che spesso accompagna l’aspirante scrittore. Chi non si è chiesto se da qualche parte ci sia un manuale segreto che trasforma il racconto incerto in capolavoro?
Eppure, se guardi le bibliografie dei grandi autori – da Stephen King, che in On Writing parla della cassetta degli attrezzi di chi scrive, alle riflessioni introspettive di Elena Ferrante in In the Margins sul dualismo tra rigore e istinto – scoprirai che non ci sono formule magiche, ma piuttosto percorsi personali.
I manuali di scrittura servono, sì, ma come guide, non come bacchette magiche: sono strumenti che ti aiutano a ordinare il caos, a rendere visibile l’invisibile delle parole, a capire cosa stai facendo mentre lo fai. Se non hai un minimo di cultura, consapevolezza linguistica, idee con cui confrontarti e un gusto reale per la lettura, anche il miglior manuale resterà inerte (come per un qualsiasi corso di scrittura creativa online).
In fondo, ciò che distingue l’autore apprezzato non è tanto l’aderenza a regole, ma la capacità di piegarle, tradurle in uno stile personale che punga, commuova o spinga a riflettere. Perciò sì, i libri ci sono, ma non sono l’ultima parola, ma il punto di partenza.
Vediamo prima alcuni elementi essenziali che ogni persona dovrebbe avere per cimentarsi nella stesura di un testo, alla fine – e non ci andare subito – indicherò i libri che ti permetteranno di scrivere meglio (almeno un po’ meglio).
Cosa serve per imparare a scrivere?
Chiariamo subito che per imparare a scrivere sono necessarie una serie di capacità senza le quali è meglio darsi al Padel. Per me sono necessarie, se non le hai cambia blog e vai su uno di cucina.
- Intelligenza. Tanto ognuno di noi è convinto di essere intelligente, l’autocritica costruttiva è scomparsa, di conseguenza si presume che gli autori siano almeno non stupidi.
- Cultura. Gli ignoranti dicono che non serve o che è sopravvalutata. Come i fenomeni che criticano i laureati sentendosi più furbi perché hanno fatto il servizio militare e poi i manovali. La cultura è un dono che facciamo a noi stessi, si può avere la terza media e una grande cultura, ovvio. Ma chi riesce a studiare per un “pezzo di carta” e affrontare determinate sfide (esami più o meno difficili), magari qualcosina ha fatto. Per cui, se vuoi scrivere, devi avere una discreta cultura.
- Conoscenza dell’italiano. Potrei inserirlo nel punto precedente, ma preferisco specificarlo. Giusto per essere sicuri.
- Idee. Non parlo di fantasia, ma di una propria struttura mentale costituita da idee e valori che, si spera, valgano più di una pubblicazione con un grande editore.
- Amore per la lettura. E qui che moltissimi sedicenti autori crollano e vanno in mille pezzi. La maggior parte delle persone che ci inviano manoscritti non leggono quasi nulla o solo un unico genere letterario (che sarebbe già qualcosa).
Cosa accade quando leggi poco o niente? Che il tuo lessico sarà sottile come “del burro spalmato su troppo pane” e il modo con cui costruirai i periodi sarà identico, senza grandi variazioni.
A dimostrarlo la lunga sequela di ripetizioni, dimostrativi e avversative a pioggia che uno psicologo valuterebbe causa di una profonda depressione.
Cosa fare?
Non esistono pillole, metodi, magie, miracoli o facilitazioni di sorta per imparare a scrivere! Ecco la tremenda verità che ogni agenzia letteraria o scuola di scrittura mista (come la frittura) ti dice.
I loro metodi sono solo un’illusione. Ti lasciano credere che con 30 ore con i loro mega editor/scrittori/illusionisti tu divenga il gota della penna, il nuovo caso letterario da milioni di copie nel mondo.
Non è così. O meglio, potresti vendere tante copie perché sei un “personaggio”, oppure hai una storia triste alle spalle o 100.000 follower su qualche social. Vendere non è sinonimo di qualità.
Se il tuo scopo è scrivere per fare soldi, perché non ti fai un account su OF o provi a diventare un influencer per celebrolesi, alla fine è più facile e, bonus della settimana, non dovrai imparare a scrivere! I punti sopraelencati diverranno solo un fastidioso acufene.
E i libri per imparare a scrivere?
La lunga reprimenda è, a mio avviso, necessaria per fare da filtro con i pigri che vogliono diventare autori famosi e persone che amano leggere e scrivere.
A noi interessano questi ultimi, gli altri possono seguire corsi e fare cose come preferiscono, ma evitate di inviarci i vostri insulsi testi da quinta elementare pieni di errori, banalità e soprattutto senza un cuore.
I libri per imparare a scrivere sono semplicemente i testi “belli” che puoi comprare a pochi spicci in una bancarella. Trovo giusto iniziare da dove si vuole, che siano quindi classici, fantasy o erotici poco importa.
Ciò che ritengo essenziale è la curiosità e un po’ di coraggio per uscire dalla propria zona di confort. I club letterari sono più interessanti dei corsi, le persone si confrontano e si consigliano; offrono punti di vista nuovi e interpretazioni impensabili.
L’editing vince? Non sempre
Il mio consiglio è di leggere, per esempio in una settimana (o anche di più), un testo di un genere e poi, una volta finito, cambiare tipologia e così fino a ricominciare dal primo. Dopo poco ci si renderà conto che si tratta per lo più di una suddivisione miope che cancella le sfumature in favore di colori più netti.
Scrivere è fatto di regole che dobbiamo imparare anche studiando manuali di grammatica, per esempio, o andando appunto all’università. Un corso rischia sempre di essere una gigantesca perdita di tempo oltre che di soldi.
L’editing del romanzo è quasi sempre un buon investimento (sono di parte, lo ammetto), ovviamente solo se fatto nel modo giusto e con una persona che ti segue e ti spiega in modo chiaro e preciso i suoi consigli. Poi ci possono essere ciarlatani che si prendono il manoscritto e dopo un mese te lo rimandano “dopo l’editing“, da questi soggetto consiglio di stare alla larga.
Esistono tantissimi libri per imparare a scrivere, il bello è cercarli leggendo di tutto.
Ecco una lista di libri per imparare a scrivere
L’amico ritrovato – Fred Uhlman – Feltrinelli. Un romanzo breve e preciso come un bisturi: ogni parola pesa. Racconta l’amicizia tra due adolescenti nella Germania nazista e insegna l’arte della sottrazione e della misura emotiva.
- Espiazione – Ian McEwan – Einaudi. Un capolavoro sulla colpa e sulla percezione. Le diverse voci e i salti temporali mostrano come la narrazione possa manipolare la verità restando perfettamente controllata.
- Il buio oltre la siepe – Harper Lee – Feltrinelli. Riesce a unire voce infantile e temi complessi con naturalezza. È un manuale implicito su come rendere potente una storia morale senza mai cadere nella retorica.
- La strada – Cormac McCarthy – Einaudi. Un linguaggio spoglio e incandescente per raccontare un padre e un figlio in un mondo distrutto. Perfetto per capire come creare tensione e intimità con pochissime parole.
- Chiamami col tuo nome – André Aciman – Guanda. Un romanzo che mostra come il ritmo interiore e il linguaggio sensoriale possano costruire un’emozione lenta, complessa e autentica. Una lezione su come raccontare il desiderio.
- Cent’anni di solitudine – Gabriel García Márquez – Mondadori. Un esempio di costruzione epica e magica che resta umana. Insegna come ampliare lo sguardo narrativo senza perdere il cuore della storia.
- Sulla strada – Jack Kerouac – Mondadori. Romanzo manifesto della spontaneità letteraria: dimostra come
ritmo e voce possano essere più importanti della trama. Un riferimento per imparare a scrivere “vivi”. - Pastorale americana – Philip Roth – Einaudi. Ogni pagina è un laboratorio di personaggi e tensioni morali. Mostra come la prosa possa contenere una riflessione sociale senza diventare saggistica.
- Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen – Garzanti. Un romanzo perfetto per chi vuole imparare la precisione del dialogo e l’ironia sottile. Ogni battuta rivela il carattere dei personaggi meglio di qualsiasi descrizione.
- Il nome della rosa – Umberto Eco – Bompiani. Tra giallo e saggio, Eco dimostra come costruire un mondo narrativo credibile intrecciando cultura e intrattenimento. Ideale per comprendere la costruzione di ambientazioni storiche.
- La casa degli spiriti – Isabel Allende – Feltrinelli. Una saga familiare che intreccia realismo e misticismo. Insegna la gestione delle generazioni e la fusione tra voce narrante e memoria.
- Il dio delle piccole cose – Arundhati Roy – Guanda. Esempio straordinario di linguaggio poetico e struttura frammentata. Perfetto per chi vuole capire come forma e contenuto possano fondersi senza perdere chiarezza.
- Il silenzio della neve – Arnaldur Indriðason – Guanda. Un thriller nordico misurato e malinconico. Dimostra come la tensione narrativa nasca più dal non detto che dall’azione.
- La misura del mondo – Daniel Kehlmann – Feltrinelli. Un romanzo storico ironico e brillante. Mostra come si possa scrivere di scienza e storia mantenendo ritmo e leggerezza.
- Il racconto dell’ancella – Margaret Atwood – Mondadori
- Una distopia che diventa classico. Eccellente per capire come costruire un mondo politico attraverso il punto di vista intimo di un solo personaggio.
- Normal People – Sally Rooney – Einaudi. Scrittura minimalista, dialoghi taglienti, ritmo controllato. Un esempio di come il non detto e la tensione emotiva possano sostenere un’intera relazione narrativa.
- L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafón – Mondadori. Un omaggio ai libri e alla memoria. Perfetto per comprendere il ritmo narrativo del romanzo d’intrattenimento ben scritto.
- Io sono leggenda – Richard Matheson – Fanucci. Un classico di fantascienza che unisce solitudine e paura. Insegna a costruire la tensione psicologica e il peso della voce unica.
- John Williams – Fazi. Romanzo di una vita ordinaria scritta in modo magistrale. Ogni frase è una lezione sulla discrezione emotiva e sulla precisione stilistica.
- L’eleganza del riccio – Muriel Barbery – E/O. Due voci narranti, una domestica e una bambina geniale. Mostra come l’introspezione possa diventare narrazione senza scadere nell’intellettualismo.
Ho voluto fare questa lista per far capire che il genere non conta poi molto, ciò che è essenziale è la qualità narrativa del romanzo. Ogni tanto fa bene leggere anche un libro più leggero, un romance frizzante o un horror.

ritmo e voce possano essere più importanti della trama. Un riferimento per imparare a scrivere “vivi”.