Definire in modo netto la storia del romance è impossibile, si può solo dare un’idea dei capisaldi di questo genere letterario che, dopo anni, sta ottenendo il rispetto che merita. Ormai case editrici e agenzie letterarie inseguono romanzi romance, al punto di pubblicarne alcuni davvero pessimi.
L’editing serve proprio ad aumentare le tue possibilità di essere scelto, perché ti aiuta a migliorare trama, intreccio, struttura, dialoghi, worldbuilding e ogni altro elemento che, per varie ragioni, potrebbe avere dei problemi.
Quando si parla di scandali e di tabù infranti, il romanzo di D.H. Lawrence del 1928 è il primo che viene in mente. La critica però non è affatto concorde su chi sia il capostipite del genere, e la risposta cambia a seconda di che cosa si intende per romance. Seguire la storia del romance attraverso i libri che hanno segnato una svolta permette di vedere come un genere spesso snobbato sia arrivato a dominare le classifiche.
Che cosa si intende per romance
Per romance si intende un romanzo che ha una storia d’amore al centro e si chiude con un finale appagante e ottimista, il cosiddetto lieto fine o happily ever after.
Questa regola lascia fuori i grandi amori finiti male, come quello di Anna Karenina, che appartengono alla narrativa sentimentale in senso ampio. Con questo criterio in mente si capisce perché i libri candidati al ruolo di capostipite siano tanto diversi tra loro.
Pamela e l’inizio della storia del romance
Molti storici della letteratura indicano Pamela, o la virtù ricompensata di Samuel Richardson, uscito nel 1740, come il primo vero antenato del genere. La protagonista è una giovane domestica che resiste alle attenzioni del padrone, un uomo ricco e potente, fino a conquistarne il rispetto e il matrimonio.
Il racconto procede per lettere, e proprio questa scelta permette di entrare nella testa della ragazza e di seguire ogni dubbio mentre lo vive. Il successo fu tale che l’anno dopo Henry Fielding ne pubblicò una parodia, Shamela.
Jane Austen e la commedia romantica
Se per romance moderno si intende il percorso di due persone che devono liberarsi dei propri difetti per stare insieme, la regina indiscussa è Jane Austen. Orgoglio e pregiudizio, del 1813, ha fissato il tropo che oggi chiamiamo enemies-to-lovers, con un’eroina e un eroe che si fraintendono a lungo prima di riconoscersi.
Il suo lascito più duraturo è la commedia romantica costruita su un dialogo brillante e su una parità intellettuale tra i due, che tanti autori contemporanei continuano a imitare. Nel 1847 Jane Eyre di Charlotte Brontë ha poi dato al genere un filo più cupo e passionale, fatto di case misteriose e di uomini tormentati.
Georgette Heyer e il romance in costume
Nel 1935 Georgette Heyer pubblicò Regency Buck, il libro da cui si fa partire il romance ambientato nella Reggenza britannica. Scrivendo con un secolo di distanza dall’epoca di Austen, Heyer dovette ricostruire abiti, etichette e modi di dire per far credere al lettore di trovarsi in quel mondo.
L’ambientazione smise così di essere un fondale e diventò una parte del piacere della lettura, un’idea che il romance storico sfrutta ancora oggi.
Lady Chatterley e la storia del romance dopo i tabù
Lawrence scrisse L’amante di Lady Chatterley tra il 1926 e il 1928 e lo fece stampare privatamente a Firenze. In Gran Bretagna l’edizione integrale arrivò solo nel 1960, dopo un celebre processo per oscenità. Il romanzo racconta la relazione tra una nobildonna, sposata con un marito paralizzato, e il guardiacaccia della tenuta, e a cadere sono insieme le barriere di classe e il pudore. Per quanto sia un libro di letteratura alta e di solito non lo si classifichi come romance, la sua influenza sul genere resta forte. Dopo Lawrence il piacere fisico di una donna poteva stare al centro di un racconto senza essere punito dalla trama.
La storia del romance diventa industria con La fiamma e il fiore
Chi cerca il libro che ha avviato il mercato dei romanzi rosa da libreria deve spostarsi al 1972, con La fiamma e il fiore di Kathleen E. Woodiwiss. Il manuscritto, di oltre seicento pagine, fu giudicato troppo lungo dagli editori di copertina rigida e finì a una casa specializzata in tascabili. Divenne così il primo romance di grande formato pubblicato direttamente in edizione economica e vendette più di due milioni di copie nei primi anni. È considerato il primo romance a descrivere in modo esplicito l’intimità fisica dei protagonisti, e da lì prese il via il filone dei cosiddetti bodice rippers.
Dal bodice ripper al romance di oggi
Il successo di Woodiwiss aprì la strada ad altre autrici, tra cui Rosemary Rogers, il cui Sweet Savage Love del 1974 vendette ancora di più. I romanzi di quella stagione contengono però scene di sopraffazione dell’eroina da parte dell’eroe che oggi molti lettori rifiutano, e nei decenni successivi il genere ha spostato il baricentro verso protagoniste che decidono per sé e verso un consenso chiaro.
Nel frattempo si sono moltiplicati i sottogeneri, dal contemporaneo al paranormale. In Italia il romanzo sentimentale aveva già un proprio nome di richiamo con Liala, attiva dagli anni Trenta.
Il Duemila ha portato altre svolte. Cinquanta sfumature di grigio, nato come fan fiction e diffuso grazie all’editoria digitale, ha mostrato che il pubblico del genere poteva esplodere fuori dai canali tradizionali. La serie tv Bridgerton, tratta dai romanzi di Julia Quinn, ha riportato di moda il romance in costume, mentre i social, in particolare BookTok, hanno trascinato titoli nuovi e vecchi ai primi posti delle classifiche.
Chi è il capostipite nella storia del romance
La risposta dipende dalla domanda. Se si cerca l’origine della struttura sentimentale e dell’indagine interiore, vale Richardson. Se si guarda alla dinamica tra i personaggi, tocca ad Austen.
Per il romance in costume si arriva a Heyer, per la libertà di raccontare il desiderio si cita Lawrence, e per la nascita di un mercato autonomo il nome è quello di Woodiwiss.
Ognuno ha aggiunto un tassello che il genere usa ancora, ed è per questo che leggere i cinque libri nell’ordine di uscita rende visibile come un genere considerato leggero abbia alle spalle quasi tre secoli di cambiamenti nel modo di raccontare l’amore.










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