Se conosci i più sordidi, arcani e sconosciuti segreti di scrittura creerai sicuramente un’opera meravigliosa da lasciare ai posteri.

Ciò lo si evince dai milioni di articoli su questo argomento che ho trovato in rete: ognuno convinto che per scrivere un buon romanzo sia sufficiente scimmiottare Orwell, Calvino o magari Paperoga.

Devi scrivere di ciò che sai! Ma davvero? Io pensavo di vergare su pergamena un testo di alchimia babilonese, fortuna che questo fenomeno mi abbia fatto comprendere che è meglio evitare.

Considerazioni ironiche a parte è vero che si deve scrivere di ciò che si conosce, ma non è obbligatorio pianificare un testo in base al proprio sapere. Parte del piacere della scrittura è la ricerca, un tempo si faceva nelle polverose biblioteche.

Ci si confrontava con persone, si chiedeva consiglio e si interagiva: scrivere è anche questo. Se sai già tutto rischi di perderti dentro te stesso e la tua chiusura mentale.

L’ignoranza come leva per scrivere

Non sapere diviene una spinta verso la ricerca di nozioni e informazioni nuove. Calvino, in Lezioni Americane, afferma che per avere “ispirazione” leggeva testi tecnici o scientifici. Quindi apriva la mente e si perdeva nella sua ignoranza.

lezioni americaneGià questa è un’avventura, il famigerato – e troppo citato – viaggio dell’eroe, dove tu sei il protagonista che si addentra nel meandri dell’inconsapevolezza. Scrivere un romanzo, sapendo già ogni cosa, passaggio, elemento, lo rende piatto e banale.

La tua crescita come scrittore passa proprio per quello che non sai e ciò che sei disposto a imparare. Andare in libreria, perdersi tra i vari scaffali, parlare con i librai per avere un punto di vista diverso è la vera ricchezza.

Rendi un tuo punto debole, l’ignoranza, una leva positiva per studiare. Ormai abbiamo anche la rete, milioni di informazioni che attendono solo di essere scovate – ma anche studiate con giudizio critico – per darti nuova ispirazione o spunti per la stesura del tuo racconto.

Segreti di scrittura: porta con te un taccuino 

Certo, perché se ti vengono idee geniali mentre sei in autobus tra l’ascella piccante di un tizio e le urla snervanti di una bimba la prima cosa che ti viene in mente è scrivere! 

Solo il fatto di ipotizzare che durante la follia della vita di tutti i giorni, tu abbia tempo per perderti e ragionare sul tuo romanzo è, secondo me, improbabile. Non dico che sia impossibile, ma un conto è investire in un pensiero fugace, magari ispirato da qualcosa che si vede, o da un dialogo in metropolitana.

Tutt’altro è vivere la propria vita in funzione della scrittura tanto da aver costantemente bisogno di appuntarsi idee memorabili! Ricordiamo sempre una cosa: ormai esistono gli smartphone. Puoi registrare la tua voce in un lampo, segnarti qualche riga sul file per gli appunti.

Lo so che i taccuini tascabili fanno molto Jack Kerouac, ma tu non lo sei! Scrivere è anche sognare, romanticismo e fantasia, ma prima di tutto (e non mi stancherò mai di ripeterlo) è un mestiere.

E quasi tutti gli autori si devono scontrare con la realtà della vita, con i conti e le bollette, obbligandoli quasi sempre a un secondo – a volte terzo – lavoro. Concentrati sul romanzo quando scrivi, al massimo nei momenti “persi” come in metro. Ma non farti fagocitare dalla scrittura.

Se ti piacciono i taccuini Moleskine, e ti sono anche utili, allora comprali e usali ma ricorda sono solo una distrazione – che ci sta – non uno dei segreti di scrittura per diventare un grandissimo romanziere.

Scrivere ciò che si sente

Scrivere ciò che si vuole o ciò che vende? Secondo i vari manuali di scrittura creativa o simili, o anche molti editor ed esperti, si dovrebbe scrivere solo quanto si sente davvero e focalizzarsi solo su quello.

Se da una parte sono d’accordo, dall’altra credo che una convinzione tanto ottusa di quello che è giusto o sbagliato non sia il modo migliore per approcciare alla scrittura. Si dovrebbe, a mio avviso, eliminare l’ego (prima di tutto il tuo), e poi il giudizio (proprio e altrui).

Se scrivessi un diario ti direi, è ovvio, di appuntare solo quello che senti davvero. Ma tu vuoi scrivere un romanzo, e non è uno strumento per te, ma qualcosa che serve per comunicare, mostrare e raccontare.

Della tua vita non gliene frega nulla a nessuno. Non sei speciale, non hai vissuto avventure e accadimenti memorabili da meritare una biografia! Ma questo già lo sai, anche se a volte è duro ammetterlo.

Credo sia più sano affrontare la pagina bianca a mente aperta, con la possibilità di usare le parole per dire qualcosa e suscitare emozioni. Lo strumento che andrai a usare – fantascienza, romanzo di formazione, fantasy, romance … – è, appunto, solo uno strumento, un tramite.

Segreti di scrittura che non esistono

Ripeto: scrivere è prima di tutto un mestiere, almeno se intendi pubblicare. Chi spaccia queste 2-3 banalità per strumenti utili, segreti appunto, non è uno scrittore. Servono impegno, studio e abnegazione.

Se vuoi migliorare sei costretto a scrivere ogni giorno, magari un paio di pagine, un racconto o un pensiero, ma scrivi. Leggere è altrettanto importante, con spirito critico, mente aperta e la voglia di imparare dai grandi autori.

E poi l’editing è essenziale per correggere errori e rendere il romanzo più scorrevole, pulito e coinvolgente. Puoi fregartene dei vari segreti di scrittura elencati fin qui, l’editing è l’unico del quale nessun autore (anche i grandissimi) può fare a meno! 


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