Le difficoltà di essere pubblicati sono molteplici, ce ne sono alcune ovvie mentre altre nascoste a chi non è a conoscenza delle dinamiche editoriali.

In generale, la causa principale per cui non pubblicano un romanzo è banale: si presentano testi orribili e neanche editati.

I 5 motivi di base

Ma vediamo quelle più comuni che, in linea di massima non dipendono dalla qualità del testo:

  1. La storia è valida, ma scritta davvero male. Anche se non sei un purista della lingua, e ogni tanto butti lì qualche errore, hai chance di pubblicazione. Se però il testo è farcito di errori grammaticali, refusi e frasi che non hanno senso, verrà cestinato alla velocità della luce.

  2. Il romanzo è fuori mercato. Significa che in quel preciso momento il tuo genere non vende. Anni fa era il momento dei vampiri, del paranormal fantasy o del fantasy puro. Negli anni quei generi hanno perso interesse, il mercato è stato saturato. Ad esempio, il fantasy classico, è tornato in auge così come i romanzi distopici (come Bringer…).

  3. Il testo è gargantuesco, un mattone di più di 500 cartelle editoriali, che spaventa appena arriva in redazione. Il costo per editare, correggere e stampare un romanzo di questa dimensione atterrisce gli editori.

  4. Il mercato è saturo di testi del tuo genere, ce ne sono così tanti che nessuno vuole rischiare più. Meglio acquistare testi dall’estero che hanno già alle spalle dei risultati di vendita.

  5. La CE a cui lo hai mandato non tratta quel genere, questo è un errore che commettono molti aspiranti scrittori. Meglio valutare attentamente a chi inviare il manoscritto e i romanzi già pubblicati.

Per ovviare ad alcune di queste motivazioni per cui non si viene pubblicati, si può in prima battuta leggere attentamente – sui siti delle case editrici – la sezione “Invio manoscritti“.

Lì si possono trovare molte informazioni utili per evitare le più banali gaffe o perdite di tempo. Allo stesso momento si può valutare le varie collane per rendersi conto di cosa pubblica e se il genere del romanzo è coerente con la linea editoriale.

Difficoltà di essere pubblicati: i motivi meno noti

Da quando scrivo ed edito romanzi, ho ricevuto centinaia di email e direct su instagram di aspiranti autori che chiedevano aiuto. Sembra banale ma quasi tutti hanno un romanzo nel cassetto, il problema è quel cassetto non andrebbe mai e poi mai aperto (almeno nel 90% dei casi).

Il mercato è saturo, strapieno di testi brutti, inutili e scritti male. Tutti credono di poter scrivere un romanzo, anzi un best-seller, quando non hanno le competenze neanche per scrivere la lista della spesa.

In generale, in una CE media arrivano ogni anno circa 4.000 testi: 10 ogni giorno, 3.000 pagine che qualcuno deve leggere. 

La concorrenza è troppa, agguerrita ma anche di bassissimo livello letterario. E il tuo romanzo, magari buono, rischia di perdersi in un mare magnum di mediocrità. 

Meglio imparare il modo migliore per presentarsi a un editore, formattando il testo e seguendo le sue indicazioni.

Di conseguenza i tempi di attesa si dilatano tantissimo arrivando – nei casi peggiori – a superare i due anni! Le case editrici investono tempo e risorse, il più delle volte per filtrare tra migliaia di testi imbarazzanti, sperando di trovare qualcosa di valido da pubblicare.

Molti editori cercano strade facili…

Così alcuni sono costretti quasi “ad accontentarsi”, oppure di volgere il loro sguardo verso i “fenomeni del web”.

Ci sono troppi testi brutti, inutili e banali che però sono supportati da altro. Per esempio le librerie sono piene di testi scritti da youtubber, gamers, whatpadders o influencer che conoscono a malapena il loro dialetto.

Però vendono, hanno seguaci che li idolatrano e che sono disposti a leggersi qualsiasi cosa. Da una parte le CE sono aziende, quindi devono fare utili per sopravvivere, dall’altra avrebbero anche un obbligo morale, visto che in teoria “farebbero cultura”.

Pubblicano loro, e questo a sua volta satura il mercato, anche se con generi differenti rispetto alla narrativa di genere. E anche le risorse economiche del marketing finiscono solo su libri “più sicuri”, come quello dei fenomeni del web.

Testi di analfabeti per analfabeti. Non è elitarismo, solo la realtà dei fatti. Basta leggere le recensioni dei loro fan.

Ora sta a voi aspiranti scrittori decidere cosa fare, se scrivere testi validi (anche di genere), facendo attenzione alla trama, ai personaggi, al linguaggio e alla struttura della storia. 

Oppure venire a patti con l’editoria di scarso valore che premia la mediocrità, diventare social per avere un seguito di adoranti decerebrati che compreranno qualsiasi cosa pubblichiate.

Sei disposto a vendere l’anima al diavolo?


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