Diventare uno scrittore è complicato, quasi quanto giocare in una squadra di Serie A, o un torneo del Grande Slam.

Non c’è un’unica strada, anche se – in linea di principio – può essere utile pensare a costruirsi una carriera da scrittore, come se si fosse degli attori.

Se sbagli film, rischi di rovinartela, se ti appiccicano addosso un ruolo, diviene difficile staccarselo per provarne altri. 

Fare il romanziere è molto simile, però molti decidono che l’unica via sono le grandi case editrici, che la loro opera meriti (chissà poi perché) di essere distribuita in ogni singola libreria del Paese.

Costruirsi una carriera da scrittore: gli errori 

Nel mio lavoro ho conosciuto centinaia di autori, di ogni genere e livello, e ho ascoltato le loro storie scoprendo che quelli di successo (la maggior parte almeno), avevano iniziato dalle piccole realtà.

Al contrario ho saputo di tanti, tantissimi sfortunati che hanno pubblicato subito con una major con il risultato di non essere seguiti e aiutati, portando pochissime vendite. Erano inesperti, non avevano peso professionale o contatti di alcun genere.

La loro carriera? Stroncata dopo meno di un anno e qualche mediocre recensione. Il problema non erano loro, non sempre almeno, ma il fatto che non avessero una carriera alle spalle, in una parola: esperienza.

Alcuni hanno avuto grandi risultati da subito, ma i dati mostrano che accade di rado.

Cosa devo fare, quindi?

Se vuoi diventare uno scrittore, e magari vivere di scrittura, è necessario che inizi a vedere il mestiere di scrivere in modo diverso, programmando a piccoli passi una crescita professionale.

Molti sono convinti di aver scritto un capolavoro, che solo le CE famose meritano di pubblicare: errore. Senza nulla togliervi, le possibilità che abbiate tra le mani un nuovo best seller sono davvero poche.

Scrivere è un mestiere, difficilmente si costruisce una sedia senza anni di praticantato! Allora perché, nella scrittura, tutti credono di non doverlo fare, di non meritare la gavetta?

I piccoli e medi editori sono una fonte di sapere

Ormai le grandi CE non editano più, o almeno non in modo intensivo e attento come anni fa, dato che ha un costo. Così l’autore, magari talentuoso, non ha il confronto con un editor che lo massacra e corregge per aiutarlo a far crescere il suo romanzo (e lui stesso di riflesso).

Al contrario, realtà più “artigianali” mostrano una maggiore professionalità e attenzione all’autore. Lo aiutano davvero nella sua crescita aiutandolo a capire come funziona il settore e come scrivere meglio.

Non posso generalizzare, la mia è una valutazione basata su molte esperienze personali, ci sono casi differenti di grandi che curano l’autore e di piccole che lo lasciano da solo!

Perché una piccola CE per iniziare una carriera da scrittore?

Per prima cosa perché è probabile che il tuo romanzo non sia valido per una grande. Perché sprecare tempo e fatica per contattare venti editori, che al massimo ti manderanno una email di rifiuto?

Nota a margine: quando dicono che è il testo è buono, fanno complimenti di varia natura, ma poi non lo accettano, è solo un modo vigliacco di dire che il testo non gli piace. Ma meglio indorare la pillola per evitarsi inutili grane.

Oltre all’editing, è importante capire come si svolge il lavoro in una casa editrice, sapere bene cos’è e come si fa una sinossi. O anche una sinossi più condensata che viene usata per proporre il romanzo a case editrici straniere.

Ad esempio c’è la famosa Fiera di Francoforte dove si incontrano CE, editor e agenzie letterarie e il tuo romanzo, in Italia distribuito da una piccola, potrebbe interessare in Inghilterra a una grande!

Ma una grande, in questi frangenti dovrebbe avere più forza, giusto? Non è detto, in linea di massima sì, la realtà mostra invece una disattenzione – specialmente per gli esordienti – anche in questi ambiti. Invece una medio/piccola, affamata di vendite, si muoverà meglio e con molta più decisione, forse.

Come muoversi nel mondo dell’editoria?

Credo che, prima di tutto, sia importante non avere fretta e muoversi con molta attenzione. Leggi gli articolo:

Sono le basi per non commettere errori gravi che potrebbero pregiudicarti non la pubblicazione, ma addirittura la prima lettura. 


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