Il Beta reader è una persona che legge il tuo manoscritto, e lo giudica. Ma non come farebbe un editor o un’altra figura professionale dell’editoria, ma come un lettore del genere.

Al contrario l’editor fa una valutazione diversa, più profonda e tecnica, andando ad analizzare punti di forza e di debolezza aiutandoli a migliorare (spesso anche di moltissimo), il tuo romanzo.

Il Beta reader non fa correzioni di alcun genere, lui è un lettore. Quindi potrà dare delle indicazioni in base ai suoi gusti ed esperienze. Egli è un supporto, l’editor un aiuto più concreto.

Cosa non deve essere un Beta reader

La maggior parte degli aspiranti scrittori hanno alcune persone a cui fanno leggere le loro opere, e fin qui non ci sarebbe nulla di male.

Il problema è che considerano questi “lettori” come fossero B-reader quando, invece, non lo sono:

  • Amici.
  • Parenti.
  • Colleghi.
  • Conoscenti.
  • …o con qualsiasi altro rapporto stretto con l’autore.

Quando una persona legge un nostro testo, è per forza di cose condizionata da quello che sa di noi. Per prendere le distanze tra romanzo e autore, serve una professionalità che non tutti hanno. 

Potrebbero dividersi, per semplicità, in due categorie:

  • I buoni, che per paura di ferire preferiscono addolcire le loro opinioni, essere gentili quando non è vera gentilezza, ma paura di ferire.
  • I cattivi, al contrario potrebbero mostrarsi troppo aggressivi e severi, spesso anche a fin di bene, senza capire che un aspirante scrittore è una creatura delicata.

In entrambi i casi non avresti un parere davvero utile.

L’identikit del B-reader

Un Beta reader professionale, al contrario, valuterà soltanto quanto hai scritto, e questo è possibile farlo se:

  1. Non ti conosce, o almeno non in modo sufficiente da crearsi problemi nel dire ciò che veramente pensa.
  2. Legge e ama i romanzi del genere del tuo, non significa che sia un esperto delle dinamiche più tecniche (quello spetta a un editor).
  3. I vari B-reader che sceglierai dovranno avere caratteristiche soci-culturali differenti (età, studi fatti, genere ecc).

Ma cosa fa di preciso? Legge, ovvio, e valuta se il testo segue gli schemi classici del genere, se ha ritmo e, soprattutto se emoziona.

La sua non è una valutazione tecnica, profonda e professionale – che spetta invece a un editor competente – è qualcosa di molto più emotivo.

Da questa definizione diviene ancora più chiaro del perché è meglio che sia uno sconosciuto, proprio per evitare che i sentimenti verso l’autore incidano sulla sua valutazione del testo.

Autore – Beta reader – Editor – Correttore di bozze

Non esiste un metodo unico e migliore per valutare, lavorare e proporre un romanzo a una CE. I “ruoli” visti sin qui sono importanti, tranne l’autore che è ovviamente essenziale, 

Un buon Beta reader può dare spunti interessanti, ha spesso costi marginali ma non la giusta professionalità per far fare a un testo il salto in più.

Il suo ruolo è di mostrare alcune criticità da “lettore”, per esempio alcune CE hanno B-reader esterni per testare la forza emotiva dei manoscritti, non di certo per dare un parere letterario.

Molti editori, anche importanti, fanno svolgere questo ruolo a giovani editor che non sono preparati, o meglio lo sono troppo, e anziché percepire la carica emozionale del testo lo valutano “da editor”.

Prima di inviare un romanzo a un editore, quindi, si dovrebbe lavorare con un editor e un beta reader. I costi del secondo sono spesso minimi, a volte anche inesistenti.

Dove trovarli

Per fortuna c’è internet! Il mio consiglio è di cercare nei vari forum, gruppi Facebook di lettori dello stesso genere del tuo romanzo.

Prima di contattare qualcuno, leggi i suoi post/commenti per capire le sue effettive competenze in materia, quanto legge e i suoi gusti.

Ti consiglio di fare un bel foglio excell sul quale segnare i dati e anche le caratteristiche delle persone che vorresti leggessero i tuoi lavori (età, genere, lavoro ecc).

E la proprietà intellettuale

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Può accadere che qualcuno dei Beta reader scelti non si comporti in modo corretto rubacchiando qualcosa di troppo dal tuo romanzo.

Per difendersi basta investire qualche euro e del tempo per:

  • Registrarlo alla SIAE.
  • Fai una email PEC a tuo nome e inviatelo alla stessa PEC.
  • Invialo a una decina di amici via email.
  • Fai una copia cartacea e spediscila con raccomandata A/R al tuo indirizzo.

In generale i costi sono minimi (una PEC costa meno di 10 euro l’anno).

Conclusioni

Per quanto avere Beta reader sia utile, non è essenziale per pubblicare una Casa Editrice.

Se invece si pensa al self-publishing avere una mezza dozzina di persone, preparate, che leggano i tuoi testi è necessario.

In entrambi i casi, però, sarebbe opportuno rivolgersi a un editor esperto che sappia valutare sia l’emotività del testo (come un B-reader), che le sue criticità tecniche e strutturali.


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