Esiste un metodo infallibile e sicuro per far crescere un blog?

Certo che sì!

Però… però non è facile, economico né veloce. C’è la fregatura, perché il nostro caro amico Google – o altri motori di ricerca – sanno di avere potere solo nella misura in cui tu sei costretto a faticare per entrare nelle loro grazie.

Così molti si arrendono e si fanno seguire da fantomatiche società, magari anche preparate, ma che chiedono cifre iperboliche per siti amatoriali o di piccole aziende.

Per esempio un mio cliente, che ha un sito medico nel quale propone i suoi servizi per la cura del mal di testa, era seguito da una società per la modica cifra di un migliaio di euro al mese, solo per scrivere/postare qualche articolo e manutenere il sito.

Mi sembra troppo. Per il servizio di manutenzione, se hai un blog appena creato, più di un centinaio di euro al mese sono una cifra fuori scala. Non hai un blog da 5.000 contatti al giorno che ha bisogno di controlli costanti, anche per evitare che vada offline!

In più, se si dovesse verificare, basta mandare una email alla società di Hosting, si solito sono rapidi nel rispondere e se il problema dipende da loro a risolverlo. Per quanto riguarda il lavoro sui contenuti, puoi rivolgerti a un copywriter professionista, i prezzi potrebbero sembrare alti, ma se i contenuti sono di qualità e in ottica SEO, qualche euro in più è un OTTIMO investimento.

Perché quegli articoli sono le basi, le fondamenta, su cui costruirai la tua carriera di blogger/influencer/professionista. Non vederli come un banale costo, invece considerali un investimento per il futuro che si ripagheranno nel tempo.

1. Prima di gettarti nella mischia, metti contenuti

Alcuni miei clienti mettono su il loro blog, lo creano con cura, spendono tanti soldi da un professionista per renderlo proprio come vorrebbero loro: e va benissimo.

L’errore sta nel volersi a tutti costi lanciare sul mercato quando il dato blog è vuoto, o quasi. I motori di ricerca ci mettono qualche settimana a indicizzarti, ossia a controllare il tuo blog e dare un “voto” ad esso e i suoi contenuti.

Per cui il mio consiglio è di creare articoli (meglio se li scrive un copywriter che conosce il SEO), prima di andare online. Inseriscine una decina da subito, magari uno per ogni categoria del blog in modo che nessuna resti vuota: è un piccolo consiglio, alcuni diranno inutile altri invece fondamentale per avere da subito una buona valutazione dal motore di ricerca.

Ma dato che, in fin dei conti, dovrai comunque postare articoli, perché non iniziare prima di metter online il sito?

2. I social sono utili, ma pericolosi

Se vuoi far crescere un blog non puoi prescindere da contenuti:

  • SEO (ottimizzati per i motori di ricerca)
  • e di qualità (che diano qualcosa di valore al lettore)

Ricorda il Punto 1. di questa guida: metti contenuti PRIMA di andare online. Una volta fatto continua con una scadenza molto precisa e una frequenza altissima. Ad esempio potresti postare un articolo/notizia/intervista a giorni alterni, oppure tutti i giorni. All’inizio sarebbe meglio addirittura arrivare a postare la mattina e al pomeriggio!

blog di cucinaFatto questo entrano in campo i social: Facebook, Instagram, Twitter. Ognuno ha differenti tecniche e finalità. Ad esempio su un blog di cucina potresti mettere video o foto che sono perfetti per creare storie su Instagram

Facebook è utile per condividere un articolo, così che le persone per leggerlo dovranno andare sul tuo blog aumentando il numero di contatti al giorno, visibilità e magari fidelizzandone qualcuno. Se poi vieni anche condiviso potresti avere davvero una crescita, ma momentanea.

Infatti, secondo alcuni esperti di SEO, l’aumento di contatti dovuto ai social non aumenta il “valore” del sito agli occhi del motore di ricerca, o almeno non direttamente. Se fai 100 contatti grazie a un post, ma il giorno dopo non ne condividi un altro, i contatti scenderanno allo stesso numero del giorno prima (o poco più).

Facciamo un esempio: fai di media 50 contatti al giorno, hai aperto da qualche mese il sito, posti un contenuto sui social (magari mettendo un titolo click-bait) e ti ritrovi a 150. Il giorno seguente non condividi nulla e vedrai che le persone che verranno saranno circa 50!

Condividere sui social, in linea di massima, serve per farti conoscere al mondo, per far venire gente e POI, se il blog è di qualità, fidelizzarla. Per cui spingere tanto sui social, ma poco sui contenuti che diano risposte e piacciano, sarebbe un ERRORE.

3. Per far crescere un blog cura ogni articolo

Il valore di un blog/sito, e la sua crescita, dipendono prima di tutto dalla qualità dei contenuti. Non pensare che basti mettere due nozioni a caso per creare una community o fidelizzare dei lettori. Devi per forza di cose offrire qualcosa di diverso e soprattutto utile.

Le persone vanno su internet per svago o per qualche bisogno (anche emotivo, curiosità, sapere), se tu non rispondi ai loro quesiti in modo:

  • chiaro,
  • diretto,
  • rapido
  • ed esaustivo,

sei destinato a fallire. Per far crescere un blog ogni cosa che posti deve essere curata sotto ogni punto di vista, la scelta delle immagini è ugualmente importante come il linguaggio che utilizzi che dovrebbe essere targetizzato il più possibile. Crea dei percorsi – con una sana strategia di link building interno.

4. Investi in pubblicità con attenzione, però

Perché esiste Google? Cos’è? Un’azienda, quindi deve fare soldi, la cosa non dovrebbe sorprenderti più di tanto, ma come fanno a guadagnare così tanti soldi?

Con la pubblicità. Offrono un servizio che ti fa comparire ai primi posti della SERP (quando digiti la parola chiave ti viene una lista di 10 siti, quelli in alto con scritto “annuncio” sono lì perché le aziende hanno pagato per esserci).

Chi paga ha una massima visibilità che però ha anche dei risvolti negativi:

  1. Il costo, avrai un esborso minimo nel breve periodo (a volte poche decine di euro, come con Facebook), ma con il tempo ti renderai conto che il ritorno è quasi inesistente. Per avere un beneficio dalla pubblicità di questi colossi devi investire molto (migliaia di euro), ne vale la pena per un blog personale o di una piccola azienda/attività?
  2. Gli utenti sono sempre più smaliziati tanto da capire quando un sito è di qualità o no. Se sei primo su una keyword importante, questo darà autorevolezza al blog, ma se sei primo perché paghi Google per metterti lì, forse potresti non proporre contenuti utili.

Per cui è meglio, almeno all’inizio, investire economicamente su articoli ben fatti, con la giusta struttura e che vadano a colpire e soddisfare i bisogni degli utenti per far crescere un blog in modo veloce ed equilibrato.

5. Non provare a fregare Google

Seguire le regole del motore di ricerca, senza aggirarle come fanno molti furbetti, non ti darà benefici nel breve/medio periodo, ma nel lungo. Se all’inizio segui politiche di scambio link estremi, condivisioni a pioggia sui social pur avendo pochi contenuti, o altre pratiche “furbette”, avrai una crescita rapida (probabilmente).

Creare un blog è come costruire un palazzo, va pianificato e fatto con molta cura o si rischia al primo scossone di vederlo crollare. Di recente è capitato che Google facesse un aggiornamento (1 Agosto 2018) che è andato a colpire molti blog/siti sopratutto nell’ambito medicale.

C’era, e c’è tutt’ora, la pessima consuetudine di far scrivere contenuti per pochi euro da persone che non ci capiscono molto né di SEO né di medicina. Si risparmiava con la convinzione che mai Google avrebbe mosso un dito, invece non è andata così.

Quel fatidico giorno ha messo online un aggiornamento che ha letteralmente devastato tutti i siti “medici” che non avevano autorevolezza sulla materia. I blog su consigli medici, scritti da persone non laureate in medicina, sono stati spazzati via con perdite gigantesche anche del 90% dei contatti.

Per far crescere un blog serve un elemento fondamentale: la pazienza. Se segui queste 5 semplici regole, e non tenti di forzare la mano al motore di ricerca, è certo che avrai buoni risultati.

In fondo Google è un algoritmo, anche se molto sofisticato, ma dietro ad esso ci sono migliaia di persone che, come te, cercano su internet contenuti di qualità.


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