Quando dico che è utilissimo “organizzare un romanzo” ai miei clienti, per alcuni istanti cala il gelo. Sento dall’altra parte del telefono lo scricchiolio del ghiaccio neanche fossimo in Antartide.

All’inizio, quasi sempre, c’è una fortissima reticenza dovuta al fatto, secondo la mia esperienza, che si creda che scrivere sia qualcosa che dipende solo dall’estro e dalla creatività.

Scrivere è un mestiere. Anche Caravaggio, prima di diventare uno dei più grandi artisti di sempre, ha fatto apprendistato e in quel periodo ha imparato un metodo di lavoro.

Non è che ha iniziata a dipingere a caso! Studiava, ragionava e pianificava cosa e come dipingere. In una parola: organizzazione.

E la scrittura, in tutte le sue forme, non è da meno. Ogni autore, a modo suo ovviamente, pianifica il romanzo che ha in mente. Alcuni lo fanno in modo più scientifico, con schede, grafici e tabelle, su fogli e quaderni.

Altri tengono tutto nella loro mente, ma anche loro non fanno altro che organizzare un romanzo.

Organizzare un romanzo non uccide la creatività

Una storia, per piacere ed emozionare, ha una serie di caratteristiche che la rendono bella o brutta. Senza addentrarci troppo in tutte, una delle principali è proprio l’organizzazione. La coerenza e l’equilibrio che si basano su elementi decodificati nei secoli.

Ad esempio i famosi 3 o 5 atti in cui, sempre, quello centrale deve avere il punto di svolta. Oppure nel cinema, in cui il primo e il secondo tempo devono avere un certo “equilibrio” narrativo e uno introduce agli accadimenti del seguente.

Come si vede da due semplici esempi (ma di ampio respiro), anche l’arte ha dei codici per arrivare meglio alle persone.

Organizzare un romanzo serve proprio a questo, non uccide la vena creativa, ma le permette di esprimersi ancora meglio.

Prima dei 4 consigli per organizzare un romanzo, suggerisco di utilizzare un quaderno dove appuntarsi TUTTO

Consiglio pratico n.1: il tema centrale

L’idea di base che compone il tuo libro, la genesi della storia deve partire da qualcosa di unico, particolare, specifico. Potrebbe essere per un romanzo fantasy, un distopico oppure un romance. 

La cosa principale è metterla su carta, e iniziare a porsi delle domande:

  • Cosa voglio dire (intendo il significato profondo)?
  • Di cosa voglio che parli il mio romanzo?
  • Chi sono i personaggi che voglio raccontare?
  • Perché loro?
  • Dove è ambientata la storia?

Come si nota, è un mix super coinciso tra sinossi e logline. Ma è solo tua, per capire la direzione in cui vuoi andare.

Consiglio pratico n.2: la struttura

Una volta risposto alle prime domande, è utile pianificare (almeno per quanto riguarda la struttura della storia principale), quali sono gli avvenimenti principali e quando accadono.

Consiglio di creare quella che viene definita: linea del tempo. Non è altro che una linea che indica il trascorrere del tempo (ovvio), rispetto agli accadimenti della storia. 

NB: Usare un foglio quadrettato grande (es. quello centrale dei quadernoni).

Lo “zero” sarà, coinciderà in linea di massima con il Capitolo Primo. In alcuni casi potrebbe esserci un Prologo, una sorta di – 1.

Se la storia dura tre mesi, quello è il limite massimo degli aventi, la linea sarà divisa in 3 parti (i mesi), ognuno in settimane e infine in giorni.

Seguendo questa ipotetica linea del tempo si andranno a inserire gli avvenimenti principali. Si avrà quindi uno schema chiaro, inequivocabile da poter consultare rapidamente.

Consiglio pratico n.3: studiare

A mio avviso è la parte più intrigante da fare quando decido di scrivere un romanzo. Studiare, fare ricerche e scovare informazioni utili o anche curiose non è solo divertente, ma essenziale per un buon testo.

Se ad esempio si sta scrivendo un romanzo ambientato nel passato si dovrà:

  • conoscere i luoghi,
  • come si vestivano le persone,
  • il loro modo di parlare,
  • gli usi e i costumi,
  • aneddoti,
  • le leggi,
  • …e tutto quanto possa rendere il mondo coerente.

Spesso si pensa che tutte queste informazioni debbano andare nel testo: errore. Un buon romanzo ha in sé, in linea di principio, solo una parte di quanto si è studiato (anche meno del 20%).

Il resto sono piccole nozioni che aleggiano tra le pagine di cui, lo stesso autore, quasi non si rende conto e che sono spesso la parte più emozionante.

Consiglio pratico n.4: schede dei personaggi

Come ho già spiegato in questo articolo su come caratterizzare i personaggi, consiglio di creare delle vere e proprie schede dei personaggi.

In ognuna si devono inserire il ruolo che ha il personaggio:

  • protagonista,
  • co-protagonista,
  • antagonista,
  • avversario,
  • cattivo,
  • personaggio secondario,
  • sgherro del cattivo,
  • innamorato/a

Indicando così il macro-ruolo, giusto per avere un’idea dell’importanza che ha all’interno della storia.

Poi si delineeranno i tratti somatici e fisici, il carattere e tutte le sue peculiarità. Più il personaggio è importante maggiore è la cura da avere e il grado di precisione.

Organizzare un romanzo: conclusioni

Quanto appena detto non sono regole immutabili, solo un punto di partenza, una base per creare una personale struttura: un metodo di lavoro.

Una volta costruito uno schema generale di questo tipo sarà più semplice muoversi all’interno della storia, specialmente se è molto articolata e complessa.

Personalmente lo vedo più come uno strumento per non dovermi tenere a mente tutto e lasciare spazio alla mia creatività. 

Se inizialmente potrebbe sembrare una perdita di tempo, mano a mano che si prosegue nella scrittura diventa necessario e velocizza il lavoro.

Ormai, anche quando edito dei romanzi, uso uno schema simile (dopo la prima lettura), anche per risolvere gli errori di montaggio e avere una maggiore coerenza narrativa.

Scrivermi su un quaderno chi sono i personaggi, cosa fanno e le loro caratteristiche, mi permette di conoscerli subito. E di riconoscerli. 

Il mio consiglio numero 5 è: prova a crearti un tuo metodo per organizzare un romanzo, magari prendendo spunto da quanto hai appena letto.


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